22 Febbraio 2024

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Acate. “Banda Musicale Città di Acate”. Un Corpo bandistico dal glorioso passato.

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Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 10 gennaio 2024.-Il 6 dicembre del 2023  è venuto a mancare il maestro, nonchè professore di clarino e Direttore della Banda Città di Acate, Ottavio Baglio. Una dipartita che ha lasciato un vuoto immenso nella comunità locale in modo particolare tra i componenti dell’attuale Corpo Bandistico. Quella Banda Musicale letteralmente “rifondata” e fatta rinascere proprio dal Maestro Baglio, quasi una sua creatura. Nel tempo, infatti, era riuscito a mettere su un valido gruppo di musicisti, molti dei quali ancora adolescenti, instradandoli allo studio della musica. La  preparazione  degli allievi era  stata  resa possibile grazie all’istituzione di una vera e propria Scuola di Musica  da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute, affidata in  convenzione alla Cooperativa “Risveglio  Musicale Acatese”, di cui Baglio era presidente e che oltre  alle attività musicali didattiche, teoriche e pratiche, ha da sempre garantito anche altri servizi  bandistici in  occasione di  importanti ricorrenze  civili   e   religiose. Quella antica e nobile tradizione musicale di Acate era ritornata, pertanto, agli antichi splendori. Acate, infatti, nel passato  era conosciuta  “come la  culla della  musica, grazie proprio  alla  banda  musicale  municipale  che operava sotto   la   direzione   di validi professionisti come i maestri Maugeri, D’Amanti, Occhipinti,  Verdoliva, Mezzasalma, Baglieri  e  Bellomo”. Una “fama”, quella del Corpo Bandistico, che, nel tempo, a causa della mancanza di un Direttore venne ben presto ad oscurarsi costringendola a disciogliersi. Notizie dettagliate sugli “albori” della Banda “Città di Acate”, ce le fornisce il compianto professore  Piero Occhipinti nella sua opera, in due volumi, “Biscari: Primo Novecento”. “Il 15 marzo del 1901, sotto l’amministrazione Albani Giacomo- si legge a pag. 64 del primo volume della suddetta opera-si era provveduto alla fornitura di 41 nuovi strumenti musicali, commissionati alla fabbrica di Alfonso Abbate e figlio di Napoli. Il 23 marzo dell’anno successivo, invece, da parte del maestro, dei bandisti e dell’amministrazione, un contratto di sottomissione della durata di 5 anni”. Quindi, sempre come ci delucida il professore Occhipinti, si procedette al nuovo vestiario della banda contattando diverse ditte specializzate per la fornitura di due divise, una invernale ed un’altra estiva. Tra gli elementi del vestiario richiesto e fornito c’erano:”Redingote a doppio petto, filetto d’oro alle manopole e al colletto, lire ricamate in oro, due file di bottoni placfong con le lire musicali sul petto, gilet di olona bianca, cravatta di raso nero, calzoni della stessa stoffa della redingote con bande di galloni in oro, cappello di feltro di seta con pennacchio uso ufficiali dei carabinieri,berretto della stessa stoffa della rendigote modello imperiale con galloncino in oro, corona e cetra ricamata in oro; calzoni di olona bianchi. Ciascuna uniforme di tela doveva essere composta da: giubba di tela con lira musicale e mostrini a scelta del sindaco; calzoni della stessa stoffa con la stessa filettatura della giubba”. In pratica quindi delle “uniformi” di tutto rispetto tanto da provocare l’invidia delle guardie della polizia municipale, Giuseppe Castiglione e Giovanni Gugliotta, le cui divise ormai “unte, smunte e consunte” non erano più degne del ruolo istituzionale che ricoprivano, quindi, approfittando del momento favorevole, fecero anche loro richiesta di un  nuovo vestiario: “una dignitosa divisa di filo africano”.

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