Acate. “Il Premio Carrubba”, Edizione 2020, al Manager Grafico, Giovanni Re.

Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 6 agosto 2020.- “A Giovanni Re per gli esemplari principi e azioni atti a nobilitare Acate”. E’ questo solo uno dei tanti elogi attribuiti al Manager Grafico, Giovanni Re, al quale  è stato conferito, nel corso di una bellissima manifestazione  tenutasi presso il Baglio del settecentesco castello dei Principi di Biscari, ad Acate,  il “Premio Gabriele Carrubba 2020”, giunto, ormai, alla sua settima edizione. L’evento è stato istituito, per la prima volta, il 19 aprile del 2014 dalla famiglia, ed in modo particolare dalle figlie Maria Teresa e Ginetta, dell’illustre e compianto concittadino, il Direttore delle Poste, Gabriele Carrubba, scomparso nel mese di giugno del 2012. L’iniziativa si pone il duplice scopo di ricordare e far conoscere alle nuove generazioni la figura di questo cittadino esemplare e nel contempo  omaggiare cittadini o associazioni che con il loro operato contribuiscono alla crescita sociale, culturale e civile di Acate, sull’esempio, proprio, di Gabriele Carrubba che ha dedicato lunghissimi anni della sua vita a valorizzare la cittadina iblea, secondo i ruoli che è stato chiamato a ricoprire. La prima “personalità” cittadina a ricevere il prestigioso premio, “Gabriele Carrubba” è stata, nel 2014, la compianta maestra in pensione, Maria Iemmolo, definita, la “maestra per eccellenza”, seguita  dall’insegnante in pensione di scuola primaria, nonchè  veterano dei giornalisti locali, Pietro Mezzasalma, quindi è stata la volta del professore Antonio Cammarana. Nel 2017 il Premio è stato assegnato all’educatore e giornalista Salvatore Cultraro, nel 2018 all’ex Sindaco di Acate, avvocato Giovanni Salemi e lo scorso anno alla bravissima attrice Matilde Masaracchio. “E’ nostro grande desiderio- ha  tenuto ad evidenziare la scrittrice Maria Teresa, figlia del direttore Carrubba, potere encomiare coloro che si sono distinti particolarmente nel percorso della vita e che si sono impegnati in attività politiche, sociali e culturali contribuendo ad arricchire e valorizzare il nostro paese. Auspichiamo, quindi, che questi nomi associati a quello di mio padre, proprio per avere così tanto in comune con lui, rimangano nella memoria e nel ricordo di noi cittadini perché di questo si tratta”. Commoventi ed intensi ricordi del direttore Gabriele Carrubba sono stati  espressi anche dal sindaco di Acate, Giovanni Di Natale, dal vice sindaco, Andrea Migliore, dall’assessore ai Lavori Pubblici Mariangela Re e dal presidente del Consiglio Comunale, Gianfranco Ciriacono. Visibilmente emozionato, considerato il suo essere schivo, discreto ed umile, Giovanni Re  ha ringraziato i presenti e gli organizzatori del premio con la modestia che da sempre lo contraddistingue. “Un evento straordinario e significativo, quello di questa sera, finalizzato ad onorare la memoria di Gabriele Carrubba- ha evidenziato Re nel suo interveno-  Nei miei 55 anni di vita, ogni volta che ho cercato di far accadere delle cose, in famiglia, al lavoro o nella società, ho compreso che la differenza non sta nel successo in sé ma nel comprendere che siamo stati noi, con le nostre azioni a far accadere quelle cose. Solo quando sono riuscito a fare del bene per tante persone mi sono sentito veramente una persona di successo. Quel tipo di sensazione è magnifica ed indelebile, sei ci sei passato sai che te la porterai per tutta la vita e sicuramente oltre. Riprendo e faccio miei alcuni pensieri di Oscar Di Montigny che ammiro tantissimo e con il quale seguo il sentiero della gratitudine. “Se un’idea che abbiamo avuto non l’avremo realizzata incarnandola in un progetto di vita, in realtà non l’avremo mai avuta. E così anche quei valori e quegli ideali a cui potremo aver aspirato, non saranno mai veramente nostri se non li incarneremo in un progetto di vita. Dobbiamo infine lavorare sul nostro senso di responsabilità, ovvero sull’abilità di dare delle risposte”. È proprio un grande senso di gratitudine che  ricevo questa sera il premio Gabriele Carrubba, sperando che le mie azioni, come quelle di tutti i sei predecessori, facciano da stimolo per sviluppare nuovi atti di gentilezza che sono sicuro genereranno grandi risonanze positive”. Al Premiato, Giovanni Re, si deve, anche, con immensa gratitudine dell’intera cittadinanza, la riattivazione dello storico “Orologio Pubblico” sistemato su una delle due torri della Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Bari. Giovanni Re, unitamente ad un gruppo di validi amici acatesi, ha abilmente rimesso in funzione l’Orologio, ormai inesorabilmente fermo da anni.

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