16 Maggio 2022

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Acate. La vecchia collocazione dell’Organo della Chiesa Madre.

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Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 7 dicembre 2021.- L’Artistico organo,  presente all’interno della Chiesa Madre, originariamente  risultava essere collocato in un’area diversa dall’attuale. Non sul terrazzino, in prossimità del portone centrale della Chiesa, ma in una delle arcate maggiori della navata centrale della Chiesa, vicino al Pulpito. Notizia che ci viene  confermata  anche dal professore Gaetano Masaracchio che nel suo volumetto, “Acate Antica Biscari” del 2011, descrivendo la Chiesa Madre così ne parla: “Alcuni anni fa l’organo di cui è dotata la Chiesa era sistemato su un palco in legno, oggi è in un terrazzo interno, fatto costruire in muratura poco sopra il portone centrale d’ingresso” . Un’altra testimonianza ci è stata offerta dal signor Giovanni Intanno, in base a dei particolari che gli sono stati raccontati dalla propria nonna.  “L’antico organo a canne della Chiesa Madre- riferisce Intanno- era collocato su di un palco in legno, esattamente sotto l’arcata grande fra la navata centrale e quella (penso  di destra) per intenderci meglio, il lato dove c’è il pulpito e la navata dove c’è la nicchia con il Sacro Cuore di Gesù. L’organo era lì. Sotto l’arcata grande. Ovviamente all’epoca non c’era il lampadario che vediamo oggi sotto l’arcata. I lampadari attuali sono stati aggiunti nel corso del primo restauro della chiesa, penso risalente a circa 18 anni fa. Naturalmente all’epoca la chiesa non era come si presenta attualmente ma era più piccola. Sappiamo tutti dei lavori di ampliamento che ne hanno modificato molto lo spazio e le dimensioni. Lo strumento veniva suonato dall’organista del tempo in tutte le solennità, le domeniche e comunque quando c’è ne fosse  bisogno. Mia nonna definiva il suono dello strumento accompagnato dai canti del tempo, “un paradiso”. Non conosciamo il motivo preciso perché il parroco dell’epoca decise di far costruire il terrazzo/cantoria nella navata centrale sopra il portone. E di spostare sopra di esso lo strumento. Molto probabilmente per una questione di spazio. Togliendo lo strumento ed il palco in legno che lo sosteneva, si è recuperato spazio da destinare ai fedeli che assistevano alle celebrazioni. A conferma della costruzione del terrazzo, e di conseguenza allo spostamento dell’organo al di sopra di esso, troviamo sotto il terrazzo, fra la decorazione in stucco, la data che ne indica l’anno di realizzazione. Fatto sta che, a detta della nonna, (che era rammaricata per questo) per la posizione più “scomoda” lo strumento fu suonato sempre meno e raramente.. (forse necessitava anche di lavori di manutenzione.. Non lo sappiamo) Fino quasi ad essere dimenticato lì come un pezzo da “museo” come lo è tutt’ora… Un vero peccato. Attualmente è da tantissimi anni che attende di essere interamente restaurato.. Ma se la parrocchia non se ne interessa.. Mi sa che rimarrà lì muto.. In memoria di un tempo che fu”. In effetti sotto il terrazzino che attualmente sorregge l’organo si intravede una data. Purtroppo essendo stata tinteggiata quell’area, nel corso dell’ultimo recente restauro della Chiesa, è stato difficilissimo decifrarla e solo grazie ad un ingrandimento massimo della foto. Pertanto la data di costruzione del terrazzino e quindi  della nuova collocazione dell’organo dovrebbe essere il “1959” come si intravede appena al centro di una decorazione. Notizie su di un antico organo costruito nel 1700 e probabilmente identificabile con quello attualmente presente all’interno della Chiesa Madre, ci vengono fornite dal compianto emerito parroco, don Rosario Di Martino. Nella sua enciclopedica opera: “Biscari e il suo Martire che sorride”, don Rosario, dopo aver dettagliatamente illustrato la pregevolezza artistica del settecentesco Organo della chiesa di San Vinenzo Martire, parla anche della costruzione di un altro “nuovo organo”, di importanza minore, senza specificare, però, la sua ubicazione. Le notizie che riporta nell’opera citata, le avrebbe riscontrate in un “Contratto”, sottoscritto dai Giudici Giurati di Biscari, in presenza del Notaio Caraffa (A. Caraffa- Archivio di Stato di Modica- Fondo Notarile n.1, vol.5), riguardante la costruzione di un organo nuovo (che non riguarda quello della chiesa di San Vincenzo). Nel contratto, che porta la data del 17 aprile 1702, il “Maestro Ioseph Firrera, della Terra di Barrafranca, si impegna a consegnare ai Giurati, Alessandro Migliorisi, Filippo Caruso, Lorenzo David e Antonino Bruno, Giudici Giurati della Terra di Biscari, un nuovo organo, di palmi dieci, con sette registri”. Inoltre i Giurati di Biscari, “si impegnano a donare al maestro Firrera, tutte le canne dell’organetto sfasciato, che era già presente nella predetta Terra”. All’atto della stipula del contratto, il maestro Firrera riceve un acconto di undici onze, con l’impegno di riceverne successivamente altre otto ed alla consegna dell’opera, entro il 15 maggio del 1703, le restanti 32 onze. Pertanto, escludendo l’Organo della Chiesa di San Vincenzo, e non avendo notizie della presenza di eventuali Organi nelle restanti chiese, del Carmelo, dell’ex Convento dei Frati Cappuccini e della chiesa di Sant’Agata (ex Convento delle Suore), per esclusione potremmo avanzare l’ipotesi che l’Organo in oggetto, ricostruito in sostituzione di quello vecchio e più piccolo, dovrebbe essere, l’Organo della Chiesa Madre, dedicata a San Nicolò di Bari,  che, seppur non più funzionante, fa ancora bella mostra di se su di un terrazzino edificato sul  portone d’ingresso della suddetta chiesa.

 

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