1 Giugno 2021

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Acate. L’antica Chiesa Madre tra terremoti e ricostruzioni.

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Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 7 febbraio 2021.- Le notizie storiche sui principali monumenti di Acate hanno da sempre destato interesse e curiosità, non solo negli “addetti ai lavori” ma anche nei semplici cittadini. Due monumenti in particolare, il Castello dei Principi di Biscari e la Chiesa Madre sono stati  particolarmente attenzionati ed analizzati. Su di essi  ormai sappiamo quasi tutto grazie alle certosine ricerche effettuate e successivamente pubblicate in corposi volumi, dal parroco emerito, don Rosario Di Martino. Ma la Chiesa Madre aveva già stuzzicato in passato la curiosità di un altro parroco, don Ignazio Di Marco il quale il 12 gennaio del 1930,  redige una relazione sull’antica chiesa, conservata presso l’Archivio Parrocchiale, e pubblicata sul giornalino parrocchiale, “La Parola” nel numero di gennaio 1985. In pratica si trattava più di una relazione tecnica  che storico-artistica ma che ci fornisce lo stesso importanti notizie. “L’antica Chiesa parrocchiale- si legge nella relazione del parroco Di Marco- sorgeva sin dalla prima metà del secolo XVII°. Dopo la intiera distruzione di essa, col terremoto del 1693 si ricostruì e poscia nel terremoto del 1846 la maggior parte di essa crollò e quindi venne chiusa al culto. Nell’aprile del 1853 il decurionato del tempo adotta un provvedimento ( atto n.8) mediante il quale fa istanza all’intendente perché autorizzi il concorso del Comune ad un contributo coattivo dei cittadini per costruire un congruo fondo onde sopperire alle spese di restauro…I lavori vennero eseguiti nel 1859, il prezzo di essi ammontò a circa 3.000 ducati i quali furono raccolti: 1) con un contributo del Comune. 2) Con un concorso dei cittadini. 3) Col prezzo dei materiali che i cittadini trasportavano a loro spese sul luogo dei lavori e che venivano computati e valutati in base a perizia. La sagoma architettonica dell’antica Chiesa è stata fedelmente conservata anche nella riedificazione. A tre navate, con Coro all’altare maggiore e cappelle laterali. E’ di stile puro toscano, con archi semicircolari su pilastroni in muratura. Di nessun pregio artistico né storico. Circa cinquanta anni fa si era già iniziato l’ampliamento ed è rimasto incompleto. Si fabbricarono allora i muri perimetrali ed anche le arcate di sostegno della tettoia e del soffitto, ma i lavori si arrestarono. Il campanile presenta un pericolo permanente. Trovasi in pessime condizioni, senza cupolino perché da parecchi decenni diroccato”. Da un successivo promemoria dell’ing. Vincenzo Ottaviano si possono ricavare altre date come quella relativa alla demolizione del prospetto antico della Chiesa Madre e la costruzione del nuovo avvenuta nel 1936-37 e la nuova pavimentazione risalente al 1950.

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