22 Febbraio 2024

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Acate. Riflettori puntati sulla villa romana di Cozzo Cicirello.

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Salvatore Cultraro, Acate (Rg), 8 febbraio 2024.- Proficuo sopralluogo da parte di una delegazione della Sovrintendenza di Ragusa, composta dalla dottoressa Marinella Cataldi e dal dottore Saverio Scerra, accompagnata dal sindaco di Acate Gianfranco Fidone, dal consigliere comunale Giuseppe Failla e dai professori Antonio Cammarana e Giovanni Zambuto, al sito archeologico della villa romana di Cozzo Cicirello, (sottoposta a vincolo il 13 marzo 1982 da parte dell’assessore regionale Ordile titolare della delega ai Beni Culturali ed Ambientali ed alla Pubblica Istruzione), ed inglobata all’interno della vasta azienda agricola di “Feudo Arancio”, a circa sette chilometri da Acate. Le due delegazioni, quella della Sovrintendenza e quella del Comune di Acate sono state guidate, cortesemente, nella visita al sito archeologico da funzionari e tecnici dell’azienda Feudo Arancio. Il progetto ha preso il via qualche mese addietro quando, grazie a delle approfondite ricerche da parte dell’instancabile consigliere comunale Giuseppe Failla, coadiuvato con grande interesse dal titolare della delega alla Cultura Giuseppe Raffo, portarono alla scoperta dell’esistenza  di un mosaico, sequestrato nel 2005 dalle Forze dell’Ordine tedesche, guidate dal Nucleo Tutela Patrimonio Archeologico dei Carabinieri e trafugato nei pressi dei ruderi della villa romana di Cozzo Ciciriello, e che da più di 15 anni risultava conservato in un deposito della Sovrintendenza di Ragusa. I due amministratori comunali hanno, quindi, immediatamente interessato una ditta specializzata per il restauro e la successiva esposizione al pubblico del mosaico  in uno spazio a lui dedicato all’interno del settecentesco Castello dei Principi di Biscari. Nel corso del sopralluogo sono state avanzate numerose e valide proposte, da parte delle due delegazioni, finalizzate sia alla ricomposizione ed esposizione al pubblico del mosaico recuperato e sia alla possibile ripresa degli scavi della interessantissima villa imperiale romana, il tutto con l’eventuale coinvolgimento e contributo anche di prestigiose Università. “Continua il nostro impegno di approfondimento e valorizzazione del patrimonio culturale e storico presente sul territorio di Acate- ha dichiarato visibilmente soddisfatto l’assessore alla Cultura Giuseppe Raffo-La sinergia con il Dipartimento dei Beni Culturali inizia a portare i suoi frutti. Il grande lavoro svolto dal Consigliere Giuseppe Failla su questo fronte è stato massimo, e di questo bisogna darne atto”. “Valorizzare il nostro patrimonio storico e naturale-ha aggiunto il sindaco Gianfranco Fidone- Con questo obiettivo  siamo stati a Villa Albius con la dottoressa Marinella Cataldo, del Parco Archeologico di Kamarina e Cava d’Ispica e il dottor Scerra della Sopraintendenza di Ragusa su iniziativa dell’assessore Giuseppe Raffo e del consigliere Giuseppe Failla. Con noi i professori Antonio Cammarata e Giovanni Zambuto, studiosi e appassionati della materia, insieme al giornalista Salvatore Cultraro. Abbiamo discusso della rivalutazione del patrimonio archeologico presente ad Acate, partendo dai mosaici di Cozzo Cicirello. Cerchiamo di guardare al futuro valorizzando tutto quello che Acate ha da offrire ai suoi cittadini e ai visitatori. Ringrazio, pertanto, il sopraintendente di Ragusa, il dottor De Marco per la disponibilità”. Cozzo Cicirello è una contrada posta sul margine sinistro della valle del Dirillo, a circa 5 km dal Mare Mediterraneo, in territorio di Acate, ben nota soprattutto per il rinvenimento, anni addietro, nell’attigua necropoli, di una epigrafe in latino volgare, l’Epitaffio di Zoe ed alla scoperta, mediante scavi non controllati, di alcuni ruderi facenti parte di una villa rurale, databile tra il II-VI secolo d.C. In età romana tardo-imperiale,infatti, nella ricca e fertile vallata del Dirillo, dovettero sorgere diversi poderi agricoli, detti  “fundi”, appartenenti, probabilmente, a senatori ed il complesso agricolo di Cozzo Cicirello dovette essere uno di questi.

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