Acate. “02/02/2020. UNA DATA QUEST’ANNO PARTICOLARE PERCHÉ PALINDROMA MA SEMPRE RICCA DI SIGNIFICATO”. Di Aurora Muriana. Riceviamo e pubblichiamo.

Aurora Muriana, Acate (Rg), 2 febbraio 2020.- Il 2 febbraio 2020 è un giorno “speciale” a livello globale perché rappresenta una data bifronte o palindroma, cioè che espressa nel formato numerico gg/mm/aaaa (giorno/mese/anno) [oppure mm/gg/aaaa (mese/giorno/anno)] risulta simmetrica nella lettura. Si definisce palindromo qualsiasi “verso, frase, parola o cifra che letta in senso inverso mantiene immutato il significato”, restando quindi inalterato e uguale a se stesso nel significato se letto da sinistra verso destra e viceversa. La parola ha derivazione greca (palíndromos, “che corre all’indietro”). Risultano palindromi il numero 1001, il nome Anna, la frase I due feudi, per citare alcuni esempi. 10/02/2001, 20/02/2002, 01/02/2010, 11/02/2011, 21/02/2012 sono state le iniziali date bifronte del primo secolo di questo nuovo millennio. Il fenomeno si verificherà altre 23 volte in questo secolo e l’ultima sarà il 29/02/2092 (quell’anno sarà bisestile, come il corrente); una casualità numerica quasi unica nel suo genere! Quello sarà proprio l’unico 29 febbraio palindromo della storia (scrivendo la data nel formato gg/mm/aaaa). A proposito di anno bisesto, utilizzando il formato mm/gg/aaaa, il 29 febbraio 9220 (02-29-9220) sarà invece l’unico 29 febbraio palindromo, quindi chi utilizza la dicitura anglosassone dovrà attendere molti millenni per vivere un 29 febbraio palindromo. Secondo la convenzione anglosassone di inserire prima il mese e poi il giorno nella scrittura delle date, il secolo attuale avrà solo 12 giorni palindromi. Un aspetto che rende ancora più peculiare la data odierna è la ripetizione unicamente di due cifre (i numeri 0 e 2 sia per il giorno che per il mese che per l’anno) oltre al fatto di essere palindroma in tutti i Paesi del mondo, una combinazione davvero rara che non si verificava da quasi un millennio. Più precisamente, l’ultima volta risale a circa 900 anni fa: era l’11/11/1111 e l’umanità si trovava in pieno Medioevo (suggestiva fu allora la presenza di un unico numero in quella data). Gli appassionati di questa strana particolarità hanno verificato che in 10000 anni ci sono solo 366 date bifronte e che il numero di casi si riduce a 108 negli anni bisestili. Prossimo appuntamento: 12/02/2021, mentre oltreoceano si dovrà aspettare il 2 dicembre dello stesso anno (12/02/2021). Poi noi dovremo attendere il 22/02/2022 (anche qui, come per il lontano 20/02/2002 e per la data di oggi, si ripetono soltanto due cifre) mentre negli Stati Uniti il prossimo giorno palindromo sarà il 2 marzo 2030 (03/02/2030), data che noi precederemo di un mese con un altro palindromo (03/02/2030). Il 12/12/2121 sarà un’altra data ricca di suggestione perché anche in quel caso si ripeteranno solo due cifre (i numeri 1 e 2) ad intervalli regolari. Stessa casualità che caratterizzò il Capodanno dell’anno 1010 (01/01/1010), un vero e proprio codice binario. Nel prossimo secolo saranno 31 le date palindrome (la prima il 10/12/2101 e l l’ultima il 29/12/2192), poi bisognerà attendere il terzo millennio con il 10/03/3001. Tralasciando la palindromicità dell’attuale 2 febbraio, concentriamoci su altre caratteristiche che rendono tale data ricca di appuntamenti e protagonista di aspetti, canzoni popolari e proverbi di carattere agreste e meteorologico, indipendentemente dall’anno. La data odierna è designata per la celebrazione cattolica della 24a Giornata (mondiale) della vita consacrata e della 42a Giornata (nazionale) per la vita (il tema di quest’anno è “Aprite le porte alla vita”). A chi vi scrive è impossibile ignorare un’altra palindromicità interna a queste 2 giornate stabilite dalla Conferenza Episcopale (24 – 42). Palindromicità “religiosa” dentro palindromicità numerica generale… troppe coincidenze! Il calendario religioso festeggia ogni anno in questa data la Presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), la sua prima “uscita pubblica ufficiale”, festa estesa in Occidente nel VI sec. e conosciuta con il nome popolare di Candelora. Gesù viene presentato come “luce per illuminare le genti” , senza tralasciare l’aspetto dell’incontro tra Gesù e il giusto Simeone (perciò nel mondo greco la festa ha ricevuto il nome di hypapanti, “incontro”). Popolarmente si crede che la Candelora rappresenti la fine dell’inverno (le giornate iniziano ad allungarsi). Famoso proverbio è, secondo una delle tante versioni attestate, “Alla candelora dall’inverno siamo fuori; ma se piove o tira vento, nell’inverno siamo dentro” , che vede questa data come spiraglio di temperature più miti proprio dopo i giorni della merla (29,30,31 gennaio oppure 30,31 gennaio e 1 febbraio secondo altri), i giorni più freddi dell’anno. Aspetti smentiti dalle condizioni meteorologiche della settimana appena trascorsa e dei giorni che seguiranno, che hanno permesso di registrare temperature quasi primaverili anche in Nord Italia e di stampare cartoline raffiguranti mimose fiorite in Liguria e mandorli già in fiore in Sicilia (panorami che purtroppo portano impressa la firma del cambiamento climatico). Se il tempo è brutto il 2 febbraio è probabile che l’inverno duri un altro mese. Allora possiamo, in media, accogliere trepidanti l’arrivo imminente della primavera soprattutto nella nostra piccola cittadina iblea, dato la soleggiata giornata! Proprio per il senso di luce legato alla festa cattolica del 2 febbraio, in alcuni Paesi (soprattutto in Abruzzo per quanto riguarda lo Stato italiano) esiste l’usanza di togliere il presepe dalle proprie case in questa data invece che immediatamente dopo le festività natalizie. Tornando alla peculiarità della data odierna, sorge spontaneo un interrogativo. Cosa spinge non solo gli osservatori attenti ma soprattutto gli appassionati di numeri e cabala a porre tanta attenzione (scusate il gioco di parole) sulle date bifronte? La definizione di palindromo rappresenta nel mondo esoterico il mettere insieme luce e buio, bianco e nero, destra e sinistra, arrivando al dualismo tra bene e male. I palindromi a lettere e a numeri erano espressione della saggezza spirituale perché inclusi nei quadrati magici che celavano verità occulte. I numeri, e lo stesso significato di “palindromico” , tra superstizione, scaramanzia, fortuna o sfortuna, magia… Pensiamo al fascino che questo mondo suscita! Benedetto Croce si interessò all’esoterismo e discuteva di numeri sacri [il loro “ritorno nelle religioni e nelle teologie fa desumere si leghi[no] a profonde esigenze dello spirito umano e a barlumi di verità” (1921)] e in un’intervista del 1928 dichiarò: «Mi sono dato alla magia, alla quale credo fermamente». Una sorta di legame tra numeri e palindromicità si può riscontrare nell’opera Vangelo Palindromo di Gabriele de Simon, matematico e fisico autore del palindromo più lungo del mondo (6093 caratteri), record italiano precedentemente tenuto da Giuseppe Varaldo (4587 lettere), dermatologo ma anche scrittore e persona conosciuta tra gli enigmisti. In ambito straniero, invece, i palindromi più estesi del mondo sono quelli del francese Georges Perec (5556 caratteri) e di Giles Selig (casualmente portatore di un nome palindromo!) che consiste di 58000 versi. Il compositore Benedetto Marcello ha scritto alcune partiture che eseguite al rovescio risultano perfettamente uguali alla scrittura musicale convenzionale. Il Quadrato del Sator è un’iscrizione latina in forma di quadrato magico e rappresenta la più famosa e antica scritta palindroma. (Fig. 1) Essa si trova nel Duomo di Siena e riporta le parole sator arepo tenet opera rotas, di cui però non risulta chiaro il significato. Nel Medioevo sono state rintracciate simbologie cristiane (la presenza della parola Pater noster per via di anagrammi, l’identificazione del Sator, “seminatore”, con il Creatore, chiaro riferimento ad alcune parabole) e significati apotropaici (cioè capaci di allontanare influssi maligni). Ecco spiegato perché di fronte ad alcune date si scatenano attenzione e una sorta di pathos. Anche altre date con numeri particolari hanno suscitato interesse in passato. Il 31 dicembre sia dell’anno 999 che del 1999 era designato come ultimo giorno del mondo, mentre per i Maya un evento simile sarebbe dovuto verificarsi il 21 dicembre 2012. (Fig. 2) Che dire… sono trascorsi rispettivamente un millennio e 7 anni dalle suddette previsioni e anche se quest’anno non è iniziato nel migliore dei modi tra crisi economica, disordini politici, Australia in fiamme, emergenza sanitaria globale dovuta al Coronavirus e tanti altri aspetti di carattere generale che qui non si vuole elencare, armiamoci di ottimismo e non facciamoci suggestionare da particolari combinazioni numeriche!

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