Acate. Ancora irrisolto il dramma dei dipendenti del Comune di Acate.

Redazione Due, Acate (Rg), 18 marzo 2017.- Continua l’azione di protesta pacifica da parte dei dipendenti del Comune di Acate, i quali vantano ancora diverse mensilità arretrate relative agli stipendi. Recentemente, grazie ad una anticipazione di cassa, da parte della Banca Agricola Popolare di Ragusa, che funge da Tesoreria Comunale, i dipendenti hanno potuto usufruire di alcune mensilità arretrate. Ben poca cosa, però, rispetto a quanto ancora devono percepire. Dei due milioni e duecentomila euro concessi, infatti, la BAPR, ha trattenuto ben un milione e seicentomila euro quale saldo per la scopertura maturata dall’amministrazione comunale al 31-12-2016. Questo ha impedito di saldare ai dipendenti tutte le spettanze dovute. Una situazione ormai insostenibile con decine di famiglie che si trovano, da diversi mesi, a vivere un vero e proprio dramma economico. I disperati appelli, vere e proprie grida di dolore, lanciati insistentemente a tutte le autorità competenti, provinciali, regionali e nazionali, per trovare una soluzione  definitiva che possa garantire con serenità quello che dovrebbe essere un diritto di fatto, ovvero la retribuzione del proprio lavoro, fino fino ad ora sono serviti a ben poco. Solo flebili e vaghe promesse che in ogni caso le lungaggini burocratiche proietterebbero in un futuro relativamente breve. Mentre le esigenze delle famiglie dei lavoratori sono immediate e reali con l’impossibilità ad onorare mutui e prestiti contratti in precedenza e finanche garantire il pane quotidiano. Ma questo sembra interessare ben poco anche se, con un po di buonsenso e principalmente buona volontà le soluzioni, a livello regionale e nazionale, si potrebbero trovare in tempi relativamente brevi e dare la serenità dovuta a lavoratori e rispettive famiglie. Per far si che il loro drammatico problema non cada nel dimenticatoio, i dipendenti comunali, ormai da giorni, stanno presidiando, in assemblea permanente, i locali del Municipio di Piazza Libertà, fino alle 21 di ogni sera, dopo aver svolto, nel corso della giornata regolarmente il loro servizio. Un ulteriore disagio in quanto li costringe ad aggiuntivi sacrifici compresi quelli di trascurare gli impegni domestici e le loro famiglie.

 

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