Acate. Aumenta il flusso migratorio di cittadini di nazionalità rumena. Un dato emerso al convegno “Integrazione Sociale”

Salvatore Cultraro

Acate (Rg), 30 dicembre 2014 – Con i circa 2660 cittadini stranieri, censiti all’anagrafe di Acate, la cittadina iblea si pone tra le prime per natalità straniera in provincia. E questo uno dei dati importanti emerso dagli interventi del coordinatore del progetto, “Presidio” della Caritas, Vincenzo La Monica, dall’operatore, Angelo Milazzo e dal direttore della Caritas diocesana, Domenico Leggio, nel corso del convegno-dibattito sull’Integrazione Sociale e la lotta alla violenza sulle donne, tenutosi ad Acate, presso la sala Conferenze del castello dei Principi di Biscari. Sempre dalla relazione degli operatori del Progetto Presidio si è evidenziato anche come nell’ultimo decennio i flussi migratori ad Acate abbiano mostrato un crescendo di presenze di cittadini di nazionalità rumena rispetto ad immigrati di altre nazionalità. Il convegno, “Integrazione sociale”, che ha visto una nutrita ed attenta partecipazione di pubblico, è stato organizzato dal M5S di Acate, unitamente al Gruppo Europeo EFDD (Europa della Libertà e della Democrazia Diretta) ed all’associazione, National Organized Integration al fine di analizzare i dati relativi all’immigrazione nel territorio, con particolare riferimento alle condizioni di vita degli stranieri, comunitari ed extracomunitari, che risiedono ad Acate e nella vicina frazione balneare di Marina di Acate. I lavori sono stati aperti dal consigliere comunale, nonché capogruppo del Movimento 5 Stelle in seno al massimo consesso civico di Acate, Gina Berrittella, la quale, dopo aver tracciato un quadro abbastanza critico e negativo sull’attuale rapporto di convivenza tra cittadini acatesi e stranieri, definendo Acate, “l’emblema della mancanza totale di integrazione e dove spesso lo straniero viene additato in malo modo in quanto considerato come colui che ruba il lavoro”, ha evidenziato la necessità di intervenire su diversi fronti per arginare le difficoltà legate alla presenza di così tanti stranieri e l’importanza della “conoscenza” perché, “il non conoscere l’altro spesso ci porta a distruggerlo”. Marialucia Lorefice, portavoce alla Camera del Movimento 5Stelle, ha invece analizzato le iniziative in corso e le proposte avanzate dal Movimento in parlamento con chiari riferimenti critici sulla gestione dei migranti alla luce dalle recenti indagini della magistratura. “Noi in parlamento-ha sottolineato la deputata 5Stelle- abbiamo affrontato il tema immigrazione ed integrazione e lo abbiamo fatto cercando di studiare a fondo il problema, evitando di prendere una posizione piuttosto che un’altra, in quanto abbiamo la consapevolezza che per riuscire ad avere una idea chiara bisogna conoscere fino in fondo il problema. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi centri di accoglienza come quello di Pozzallo, Augusta, Mineo, parlando direttamente con gli ospiti stranieri e da questi confronti è emerso il dolore profondo di queste persone costrette, loro malgrado, a fuggire dalla loro terra affrontando i viaggi della morte in quanto, alla certezza di morire nella propria terra si preferisce il rischio di morire in mare”. L’europarlamentare, Ignazio Corrao, capo delegazione del M5S a Strasburgo e vice presidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, ha, invece, riferito, nel suo articolato intervento, delle difficoltà dell’Europa nel considerare l’immigrazione un problema comunitario e non solo italiano. Per la “NOI”, sono, poi, intervenute la presidente Valentina Maci e la mediatrice culturale Lucia Battaglia che hanno sottolineato come le donne straniere siano “interpreti silenziose dell’integrazione non organizzata” e i bambini troppo spesso emarginati, evidenziando l’importanza, in questo contesto, della figura centrale del mediatore linguistico-culturale, anello dell’inclusione sociale. Le problematiche relative al mondo del lavoro agricolo sono state affrontate da Giovanni Fracanzino, segretario Cisl Ragusa-Siracusa, il quale ha evidenziato la necessità di lavorare in rete per non incorrere in luoghi comuni e criminalizzare una categoria già abbastanza colpita dalla crisi. Infine, Emanuele Caggia, direttore della NOI, ha illustrato i dati relativi agli aborti delle donne di cittadinanza rumena, emersi sulla stampa locale e nazionale. Anche l’amministrazione comunale ha voluto assicurare la propria presenza al convegno con gli assessori Carmelo Campagnolo e Salvatore Li Calzi ed i delegati Immacolata Licitra e Giacomo Gallo. L’assessore Campagnolo, in particolare, a nome dell’amministrazione, ha brevemente illustrato le varie iniziative che l’amministrazione comunale sta portando avanti in tema di integrazione sociale ed immigrazione. A corredo dei lavori, la mostra fotografica di Sara D’Urso, in arte Neko, dal titolo “Quando manca il colore”, con toccanti scatti sul dramma vissuto dalle donne vittime di abusi in famiglia, di stupri e di mutilazioni.

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