Acate. Coordinamento cittadino Insieme-Acate: “Agricoltura sotto attacco”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (RG), 27 ottobre 2016.- Non bastavano gli accordi Afro-Europei,  che prevedono la liberalizzazione reciproca di prodotti agricoli, la politica dissennata e miope del Governo Renzi, l’inefficienza ed i ritardi della programmazione del Piano di Sviluppo Rurale del Governo Regionale Crocetta, la nuova virosi che azzera intere produzioni di orticole nelle colture protette; oggi ad aggravare il comparto agricolo del nostro territorio arrivano anche gli aumenti spropositati ed ingiustificabili del Consorzio di Bonifica, nato per la valorizzazione del territorio, per lo sviluppo della produzione agricola e dell’irrigazione e per la tutela dell’ambiente e poi trasformatosi in Feudo elettorale dove paracadutare “grigie” eccellenze della politica e dove collocare a spese della collettività e dei poveri imprenditori agricoli, parenti disoccupati e impiegati a far nulla. Difatti, in questi giorni, imprenditori agricoli e piccoli proprietari si sono visti recapitare bollette per miglioramento fondiario, mai visto, con aumenti del 50%, 60% e a volte anche 100%, con il silenzio assordante delle Istituzioni locali, dal Sindaco “forcone a parole” alla deputatessa locale di cui abbiamo dimenticato anche il nome. Il gruppo “INSIEME”-per Acate nel denunciare all’opinione pubblica questa politica distruttiva nei confronti dell’unico comparto produttivo che il territorio di Acate possiede, invita i dirigenti del Consorzio alla revoca del tributo, per evitare di far pagare l’esoso “PIZZO”come oggi richiesto dal Consorzio di Bonifica per manifestare civilmente il dissenso verso scelte ingiustificate che porterebbero alla fine della nostra agricoltura. Il mancato pagamento è un gesto di contestazione di un tributo quantificato in modo oneroso ed ingiustificabile che mette a repentaglio l’economia dell’intero territorio di Acate. Chiediamo alla Regione Siciliana e all’Assessore Baccei, mandato da Renzi a distruggere la già precaria economia agricola, di azzerare il compenso milionario del Commissario Straordinario e del Direttore Generale e di nominare i vertici dei Consorzi di Bonifica con imprenditori agricoli e coltivatori diretti, veri ed unici interlocutori.

 

 

 

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