Agricoltura in crisi, le “proposte” della Regione

VITTORIA – Interventi a medio termine per “sanare” i gravi problemi della serricoltura siciliana. Iniziando da un confronto, atteso da anni, con la grande distribuzione organizzata per promuovere i prodotti orticoli della Sicilia.

Lo ha ribadito il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, nel corso del vertice, a Vittoria, con i produttori e i sindaci della fascia trasformata. Una mobilitazione voluta dal comitato anticrisi agricoltura siciliana che ha visto la presenza di un migliaio di produttori dinanzi la sede del municipio.

Una protesta silenziosa che ha puntato l’indice verso una globalizzazione senza alcun controllo di natura fitosanitaria con tante merce di dubbia provenienza che viene commercializzata in Sicilia. Una concorrenza sleale con gli ortaggi dei produttori siciliani venduti sotto costo. Il governatore ha assicurato la presenza di una task force con l’utilizzo anche della Marina Militare per controllare i porti e i varchi di accesso dei mezzi che trasportano derrate alimentari e prodotti orticoli.

Il tavolo anticrisi, di cui si era tanto parlato in questi giorni, sarà istituito a Palermo, alla presenza dei rappresentanti del governo regionale e di una delegazione del comitato anticrisi. Altro aspetto non di poco conto riguarda le moratorie per le aziende agricole in crisi.

“Il governo della Regione chiederà lo stato di calamità naturale – ha detto Musumeci – delimitando i territori e le aree colpite. Si chiederà una moratoria per le aziende che hanno subito gli effetti di questa crisi devastante. In questi anni il sud Italia è stato trasformato in un tubo digerente. Ogni anno, le industrie del Nord, commercializzano in Sicilia qualcosa come 80 miliardi. Adesso è arrivato il momento di dire basta. Di rivendicare con forza la nostra identità. Con la grande distribuzione organizzata tratteremo in maniera diretta. Ognuno, in un momento di grave crisi, deve fare la propria parte”.

Negli scaffali dei punti vendita troppa merce dall’estero. “Subiamo gli effetti devastanti di una concorrenza sleale di assurdi trattati con il Marocco, firmati nel 1996, sotto il governo Dini – ha detto Musumeci – L’ìtalia, in cambio, doveva commercializzare mezzi militari e auto. Ma di fatto è stata distrutta la nostra economia agricola”. Musumeci “busserà” anche alle porte del parlamento europeo.

                                                                                                                                            Marcello Digrandi

 

 

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