Agroalimentare, prospettive più favorevoli nel 2015

Rapporto “AgrOsserva” sul IV trimestre 2014. L’Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell’agroalimentare italiano. A pesare sul 2014 fattori climatici e instabilità del contesto internazionale

Roma, 27 febbraio 2015 – Avversità climatiche e tensioni geopolitiche hanno pesantemente condizionato la congiuntura del settore agroalimentare nell’anno appena trascorso, ma i segnali ravvisati nell’ultimo scorcio del 2014 suggeriscono un maggiore ottimismo per i mesi a venire.
È quanto emerge in estrema sintesi dai risultati del rapporto AgrOsserva – l’Osservatorio di Ismea e Unioncamere sulla congiuntura dell’agroalimentare italiano –  relativo al quarto trimestre del 2014.
Segnali positivi giungono dalla favorevole evoluzione delle dinamiche occupazionali in agricoltura (+1,5%), migliore rispetto a quella dell’occupazione totale (+0,5%), e dall’andamento dell’export agroalimentare, balzato nel 2014 a 34,3 miliardi di euro. Si tratta di un risultato in crescita del 2,4% su base annua. La dinamica del settore appare inoltre migliore rispetto a quella delle esportazioni nazionali analizzate nel loro complesso (+2%).
L’embargo russo e l’escalation bellica in Libia stanno determinando evidenti ripercussioni soprattutto nei settori ortofrutticolo, lattiero-caseario e delle carni suine, ma la svalutazione dell’euro rispetto al dollaro, unitamente al miglioramento delle condizioni economiche in Usa, dovrebbe imprimere un nuovo impulso all’export agroalimentare del made in Italy.
Da evidenziare anche il dato positivo sui consumi alimentari delle famiglie italiane che, seppure di pochi decimi di punto percentuale (+0,6%), appare in controtendenza rispetto agli ultimi due anni.
Sul versante dei prezzi agricoli, nonostante il recupero dell’ultimo trimestre trainato esclusivamente dalle coltivazioni, il bilancio del 2014 rimane complessivamente negativo (-5,5% rispetto al 2013). Sul versante dei costi l’analisi Ismea-Unioncamere conferma, seppure a ritmo più lento, la tendenza alla riduzione dei prezzi dei mezzi correnti di produzione anche nel quarto trimestre.
Quanto alle dinamiche del credito in agricoltura, che costituisce uno dei due Focus tematici di questo Rapporto, gli ultimi aggiornamenti a settembre del 2014 rivelano un aumento dell’1,2% su base annua dello stock degli impieghi bancari a favore delle aziende agricole, in un contesto che, seppure in graduale miglioramento, resta invece negativo per la dinamica complessiva dei finanziamenti alle imprese.
Osservando le erogazioni, vale a dire il flusso di credito concesso alle aziende agricole nel periodo in esame, le elaborazioni Ismea su dati Sgfa indicano una lieve progressione (+0,3% su base annua), confermando il giudizio degli agricoltori che, secondo un’indagine qualitativa realizzata da Ismea, dichiarano un generale miglioramento delle condizioni di accesso al credito.
Forte l’attenzione all’ambiente delle imprese agricole. Come mostra l’altro Focus tematico di AgrOsserva, desunto dall’ultimo Rapporto GreenItaly di Unioncamere e Fondazione Symbola, 6 imprese agricole con dipendenti su 10, tra il 2011 e il 2013, si sono impegnate nello sviluppo di metodi e tecnologie finalizzati alla riduzione di consumi di energia ed acqua. Il 16%, poi, ha utilizzato fonti energetiche rinnovabili, orientando i propri investimenti in particolar modo verso il fotovoltaico. Inoltre, 7 imprese agricole su 10 svolgono attività di recupero di scarti e rifiuti. L’orientamento green del settore, tuttavia, riflette anche l’oggettiva e differente capacità di investimento economico del sistema produttivo. L’analisi dimensionale e geografica mostra infatti in maniera chiara come siano le imprese più deboli (più piccole e operanti nel Mezzogiorno) a faticare nel trovare le risorse finanziarie necessarie per sviluppare e accrescere tecnologie “verdi”.
I dati sull’andamento del valore aggiunto, del reddito agricolo e sulla nati-mortalità delle imprese agricole costituiscono, invece, il fronte di maggiore preoccupazione.
In particolare, nel 2014, il tessuto imprenditoriale ha perso 19.035 imprese, con una diminuzione del -2,5%, ben superiore a quella che si osserva per il complesso dell’economia (-0,3%). Tuttavia, nel 2013 la perdita di imprese era stata ancora più rilevante sia in termini percentuali (-4,1%), sia in valori assoluti (32.798 imprese in meno). Prosegue invece nel 2014 l’espansione dell’industria alimentare, il cui stock di imprese sale a 69.111 unità, con un incremento di 691 unità rispetto al 2013 (+1%).

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