Europa: pugno di ferro con l’Italia, ma mette sullo stesso piano le eccellenze ortofrutticole siciliane con fake Nord Africani

VITTORIA (RG) – Dopo la protesta degli agricoltori di giovedì 4 febbraio scorso, che non ha avuto le proporzioni annunciate, torna a parlare di crisi agricola il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia.

Nicosia si era già messo all’opera alcuni giorni fa, chiedendo controlli sulla merce che arriva nei mercati europei, Vittoria compresa, dal Maghreb.

Il primo cittadino della città con il mercato ortofrutticolo alla produzione più grande d’Europa, tramite il proprio assessore all’Agricoltura, Lisa Pisani, aveva infatti chiesto ed ottenuto la presenza in loco dell’Europarlamentare Michela Giuffrida, che sarà  a Vittoria il prossimo 9 febbraio.

La Giuffrida, dal canto suo, ha ingaggiato da  tempo una strenua lotta contro le politiche agricole europee che danneggiano l’economia siciliana, a partire dall’olivicoltura per finire nell’agrumicoltura,  passando per la serricoltura. Quest’ultima trova Vittoria al centro di una vasta area costiera, la cosiddetta fascia vocata, che va da San Leone, nell’agrigentino, a Pachino, nell’aretuseo. Qui i prodotti ortofrutticoli sono frutto di assoluta eccellenza, anche nel campo dell’agricoltura biologica. Nulla a che vedere con i fake intrisi di chimica che provengono da oltremare.

Non solo. Nicosia riceverà in visita anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici il prossimo 13 febbraio. Due appuntamenti, dunque, che non mancheranno di tracciare un percorso tattico e strategico di elusione dai continui attacchi all’economia locale e siciliana tutta.

L’Ue da una parte usa il pugno di ferro con l’Italia, dall’altra mette allo stesso piano l’eccellenza agricola nostrana con i fake Nord Africani

Nicosia, affidandosi ad un comunicato stampa, ha  auspicato anche “una presa di posizione del premier Matteo Renzi che, in più di un’occasione, ha dimostrato di saper contestare autorevolmente  le imposizioni della Commissione europea. Del resto continuare ad assecondare le decisione di Strasburgo e Bruxelles a favore delle realtà Nord Europee, come si è fatto in passato, significherebbe decretare la morte di un intero comparto, colpevole solo di far parte dell’Ue e di seguirne le leggi e prescrizione in materia di sicurezza alimentare.

Cosa che non si può dire dei prodotti ortofrutticoli importati dal Nord Africa dove, come abbiamo già avuto modo di dire, la manodopera costa drasticamente meno con tutti gli sfruttamenti del caso e laddove vengono impiegati prodotti chimici, che in Europa sono vietati.

In tutto questo bailamme, l’Europa continua a criticare l’Italia sotto molti profili, mentre permette l’introduzione di prodotti non garantiti per la salute. Tutto ciò mentre la GDO non è ritenuta ancora sufficientemente corresponsabile in caso di frode alimentare.

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