IL MERCATO DELLE CARRUBE

Questa volta i produttori hanno avuto la meglio. In un mercato senza regole certe. La vendita e la commercializzazione delle carrube dipende da mille fattori.

Il prezzo al rialzo, con quotazioni record, dovute anche alla scarsa produzione degli anni precedenti, ha “portato” nelle casse dei piccoli produttori 20 milioni di euro. Con una produzione, quest’anno, di circa 19 mila tonnellate di carrube su una superfice di 26 mila ettari.

Un mercato “impazzito” con quotazioni tra i 64 centesimi al chilogrammo fino ai 70. Per tante piccole aziende agricole gli alberi di carrubo sono una fonte di sostentamento indispensabile. In Sicilia, la produzione, è stata pari a 32 mila tonnellate di cui il 60 per cento in provincia di Ragusa (nei territori di Santa Croce, Comiso, Vittoria, Giarratana, Ragusa, Modica e Scicli).

“Il mercato al rialzo ha creato qualche problema solo ai commercianti e ai trasformatori – racconta Lorenzo Antoci, amministratore dell’azienda S.C.F – ai commercianti che non hanno potuto speculare sul prezzo e ai trasformatori perché si sono ridotti i margini di trasformazione. Con pochissimi margini di guadagno per chi, come noi, lavora con il trasformato per la produzione della farina di carruba. La causa primaria del prezzo così alto è sicuramente da addebitare allo scarso raccolto degli anni precedenti (circa il 50% in meno di un raccolto normale). Per i prossimi anni ci auguriamo che il prezzo dei prodotti finiti si mantenga abbastanza alto in modo che ne possa godere tutta la filiera”.

Nel ragusano sono una decina le industrie di trasformazione delle carrube alcune delle quali esportano in tutto il mondo.

 Marcello Digrandi

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