Acate. Nota del Movimento 5 Stelle. “Macconi: Trent’anni di anarchia”. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 14 gennaio 2016.- Apprendiamo dai giornali che Macconi è stata sequestrata. Dopo le precedenti ordinanze cautelari sul macello e sul depuratore, ora la magistratura interviene su Marina di Acate. Con tutta onestà, iniziamo a provare un sentimento di tenerezza nei confronti del sindaco Raffo.Dove non arriva la sua incompetenza, sopperisce la sfortuna! Macconi, infatti, è stata sequestrata perchè da trent’anni nessun sindaco ha avuto le palle di fare rispettare la legge. Case e serre costruite a ridosso del mare e sotto gli occhi compiacenti di sindaci, assessori, consiglieri e polizia municipale. Raffo, Caruso, Masaracchio, Battaglia e poi di nuovo Caruso e ora di nuovo Raffo.Questi i sindaci che dal 1986 ad oggi hanno fatto finta di governare Acate: trent’anni di mala politica. Solo un ipocrita oggi si meraviglierebbe dell’intervento della magistratura penale a Macconi. Anzi, se c’è un motivo per meravigliarsi, quello è proprio il ritardo! Le dune della spiaggia, che una volta erano fatte di sabbia, oggi sono piene di plastica delle serre. Dov’era lo Stato mentre la costa veniva violentata? Perché l’abusivismo non è stato bloccato sul nascere? Macconi poteva diventare una località turistica dignitosa (lasciando perdere le scemenze sulla “Rimini del sud”), e invece è l’immagine della peggiore Sicilia, fatta di abusivismo, cumuli vergognosi di rifiuti, extracomunitari (molti dei quali irregolari) che la stanno trasformando in un centro di accoglienza all’aperto. Dov’è lo Stato? Noi siamo stati gli unici a interessarsi di Macconi, anche a costo di scelte impopolari. Nel giugno del 2014 abbiamo subito coinvolto il deputato regionale Giampiero Trizzino, presidente della Commissione Ambiente, e più volte abbiamo segnalato il problema dei rifiuti e delle fumarole, indice dell’anarchia che regna nelle campagne circostanti Macconi. Purtroppo quando la politica è latitante la magistratura interviene, e pesantemente, a coprire i vuoti dell’amministrazione.

 

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