Acate. Scendono nuovamente in piazza gli operatori ecologici della ditta Busso.

Redazione Due, Acate (Rg), 24 gennaio 2017.- L’esasperazione da parte degli operatori ecologici della ditta Busso, i quali giornalmente si occupano della raccolta differenziata, ha ormai raggiunto il culmine della sopportazione. Privi di stipendio, da ben cinque mesi, questa mattina si sono nuovamente riuniti in assemblea davanti al Palazzo Municipale di Piazza Libertà, chiedendo risposte certe ed immediate al loro dramma. Oltre a non ricevere alcun emolumento da cinque mesi, con i relativi problemi che tale situazione comporta in termini di regolare sostentamento delle proprie famiglie, alcuni degli operatori, provenendo anche da comuni limitrofi, sono costretti ad affrontare giornalmente le ulteriori spese di trasporto. Da oggi, pertanto, gli operatori ecologici della ditta Busso hanno intrapreso una ulteriore forma di protesta presidiando, al termine del turno di lavoro, il Palazzo Municipale. Dicevamo, “al termine del lavoro” in quanto, nonostante la drammatica situazione, gli operatori ecologici, dimostrando un encomiabile senso civico e grande responsabilità, hanno continuato a garantire il servizio alla cittadinanza ben consci dei gravi disagi che una eventuale sospensione potrebbe causare ai cittadini. La drammatica situazione, dovuta alla mancanza del pagamento del regolare stipendio, si protrae ormai da parecchi mesi. Già in passato, infatti, gli operatori ecologici della raccolta differenziata, avevano inscenato forme di protesta occupando per qualche giorno il Municipio, ma garantendo sempre il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ricevendo in cambio qualche piccolo acconto e promesse di una risoluzione rapida del problema. Promesse che oggi non sono più disposti ad accettare. In ogni caso gli operatori ecologici non sono disposti ad attendere ancora per molto tempo e qualora non dovessero arrivare immediate e risolutive risposte sono intenzionati a portare avanti forme di lotta, per la garanzia dei propri diritti, ancora più eclatanti, compresa la sospensione del servizio di raccolta differenziata. A tutela dei lavoratori è scesa in campo anche la Cgil- Funzione Pubblica di Ragusa. “A distanza di qualche anno- si legge in una nota dell’organizzazione sindacale- gli operatori ecologici di Acate, continuano a non essere retribuiti regolarmente e ad oggi, devono ancora percepire cinque mensilità pregresse. I lavoratori sono soffocati dalle banche e dalle finanziarie e non riescono più a comprarsi i beni di prima necessità, situazione non dignitosa per le famiglie dei lavoratori. Pertanto, da parte nostra non sono più ammessi mancati ritardi nei pagamenti degli emolumenti, la scrivente O.S. CGIL di Ragusa, si adopererà mettendo in campo tutte quelle forme di lotta consentite dalla legge”. “Abbiamo proclamato questo ennesimo stato di agitazione- sottolinea il segretario provinciale Giovanni Lattuga- in quanto è da un anno che i lavoratori vivono questa situazione cronica. In altri comuni dove è stato dichiarato lo stato di dissesto, gli operatori ecologici sono stati pagati puntualmente. Non comprendo, pertanto, perché ciò non sia possibile ad Acate. Una operazione che si fa utilizzando l’amministrazione finanziaria ordinaria. Invece qui non solo non si attua ma non si sa nulla sulla reale situazione. Non sappiamo se il Commissario si sia insediato o meno, se il sindaco stia amministrando con l’ordinario, se ci sono soldi. Personalmente mi sono interessato per far recuperare a molti comuni sostanziose somme che dal 2013 lo Stato aveva trattenuto ingiustamente, ottenendo il rimborso grazie a sentenze della Corte di Cassazione. Intervento che non posso fare ad Acate in quanto siamo all’oscuro di tutto”. “ Se fino ad ora si è potuta garantire la continuità del servizio- conclude il sindacalista- lo si deve all’alto senso di responsabilità della ditta Busso, alla quale va un grazie di cuore, che nonostante debba percepire ancora circa ventuno mensilità pregresse, a costo di sacrifici ha assicurato il normale svolgimento del servizio. Cosa che non è più disposta a fare. Pertanto, dopo l’assemblea dei lavoratori, se non dovessero esserci ancora notizie rassicuranti, gli operatori ecologici intraprenderanno uno sciopero ad oltranza non escludendo, anche, l’occupazione del Comune”.

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