Mario Chiavola: ”L’area della diga di Santa Rosalia in mano a vandali e bracconieri”

Ragusa, 14 gennaio 2015 – Nonostante il clima rigido, la diga di Santa Rosalia e gran parte del fiume Irminio continuano ad essere nelle mani di vandali e, saltuariamente, di bracconieri. La presenza di vetri rotti, di pneumatici bruciati, quando non anche di resti di banchetti, con piatti e buste di plastica, per non parlare di mattoni, carriole di ferro e carcasse di animali, fomentano un serio problema legato all’inquinamento ambientale che dovrebbe subito essere fermato. Anche perché questa incresciosa situazione di sporcizia, più volte denunciata anche negli anni passati, favorisce il proliferare di serpenti e ratti. E’ il senso della denuncia che arriva dal presidente dell’associazione “Ragusa in movimento”, Mario Chiavola, anche nella qualità di rappresentante del laboratorio politico 2.0. “Un fenomeno – spiega – che si amplifica, ovviamente, con il migliorare delle condizioni atmosferiche ma non di rado è possibile notare persone che deturpano l’ambiente, come se nulla fosse, anche in queste giornate invernali quando il sole è più forte e le giornate sono declinate al bello. La diga di Santa Rosalia e tutto il paesaggio circostante è un bene ambientale di incommensurabile valore che deve essere tutelato ad ogni costo e non è ammissibile vederlo rovinato in questo modo. Tempo addietro abbiamo pure fatto i conti con il fenomeno della pesca di frodo. E qualche episodio si è pure riscontrato di recente. Inutile aggiungere che il pesce pescato in modo abusivo è poi ceduto in alcuni punti vendita o venduto perfino porta a porta. Soprattutto in seno alla comunità straniera residente nella nostra città. E tutto ciò senza alcun controllo medico”. L’associazione “Ragusa in movimento” chiede un intervento urgente della polizia provinciale oltre che della Guardia forestale, per un controllo pieno del territorio. “Dobbiamo darci da fare – continua Chiavola – per educare i cittadini comunitari e non comunitari, al pari di quelli locali, al rispetto delle regole. Ma se è necessario si puniscano duramente i responsabili. A volte rischiamo di perderci in quel buonismo generale di solidarietà verso chi ha solo detto di amare la nostra terra senza mai rispettarla nei fatti e, anzi, oltraggiandola ogni giorno di più”.

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