Mario Chiavola: “Serve un minimo di bonifica nell’area di Villa Montisanti a Ragusa”

Ragusa, 8 gennaio 2015 – “In attesa che sia finanziato l’intervento di recupero di Villa Moltisanti per attività culturali, perché non attivare interventi di derattizzazione e di scerbature, come si faceva in precedenza, per garantire un minimo di decoro alle case circostanti?”. Lo chiede il presidente dell’associazione Ragusa in Movimento, Mario Chiavola, anche nella qualità di rappresentante del laboratorio politico culturale 2.0, all’Amministrazione comunale dopo avere preso atto che, con determinazione dirigenziale del dicembre scorso, è stato dato incarico ad alcuni progettisti del Comune di elaborare il progetto preliminare di intervento da allegare nella richiesta di finanziamento con i programmi integrati nelle aree urbane del Piano di azione e coesione per la Regione Sicilia, il tutto per l’importo di 4,5 milioni di euro. “Fermo restando – prosegue Chiavola – che non sappiamo come finirà con i Pac, e cioè se le somme previste per la Regione saranno ritirate, o meno, dal Governo nazionale, che ha sempre più difficoltà a fare quadrare i conti, ci chiediamo perché la Giunta Piccitto, in attesa che qualche risposta a tal proposito arrivi, non si prodighi per assicurare quel minimo di decoro che si rende necessario nell’antica struttura di via Mongibello dove, stando alle segnalazioni che ci arrivano, la presenza di ratti è diventata insostenibile e dove le erbe infestanti stanno ormai finendo con il sovrastare anche le abitazioni limitrofe? Del resto, questo è un tipo di intervento che le precedenti Amministrazioni hanno sempre attuato, proprio perché consideravano le problematiche che ne potevano insorgere. Da quando si è insediato Piccitto, invece, tutto è rimasto lettera morta. Sollecitiamo, dunque, il sindaco ad intervenire non dimenticando che quella grande casa patrizia, un tempo casa di campagna, che sorge in pieno centro cittadino, si trova in questo stato dal luglio del 1943, cioè da quando la guarnigione nazista, così come ci ricordano gli studiosi locali, dovette abbandonarla in fretta e furia per l’irruente avanzata anglo-americana”.

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