Il romanzo “Solo una vita” di Mariuccia La Manna approda a Catania

L’appuntamento è per giovedì 26 gennaio, ore 18 alla Mondadori Bookstore di piazza Roma

Dal paese di Sciascia alla città di De Roberto. Dopo la grande affermazione del romanzo “Solo una vita” pubblicato da Bonfirraro, la giovane scrittrice Mariuccia La Manna incontra nuovamente i suoi lettori isolani alla Mondadori Bookstore di piazza Roma a Catania.
È, infatti, fissato per giovedì 26 gennaio alle 18 il terzo appuntamento letterario della giovane autrice, libraia di professione, che per l’occasione verrà affiancata dal suo editore, Salvo Bonfirraro, da Erika Gruttadauria, dell’associazione Thamaia, e dal giornalista Nicola Savoca, da sempre sensibile alle tematiche di violenza.
Sì, perché “Solo una vita”, che ha fatto il suo ingresso nel panorama editoriale nazionale proprio in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, è un romanzo di formazione molto forte, che sembra essere scritto con il sangue, e narra la storia di Marta, un’irrequieta adolescente, che il lettore impara a conoscere e ad amare da subito.
L’intreccio di “Solo una vita”, al contempo magnifico e struggente, ispirato a una storia vera, regala, infatti, grandi emozioni di quelle che non si tolgono dalla pelle: Marta è una ragazza piena di vita, dal forte temperamento. A soli sedici anni decide di seguire lo slancio del cuore, quando quel pomeriggio in un campetto di calcetto incrocia lo sguardo di Paolo. Lui, orfano dall’adolescenza, appartiene a un altro mondo: è un giovane maledetto, con alle spalle un passato indicibile. Vive portandosi l’incancellabile angoscia di essersi macchiato le mani del suo stesso sangue. Ma per Marta l’amore è abbandono e, nonostante tutto, se ne innamora perdutamente, sciogliendo se stessa in quel sentimento così travolgente che fa di Paolo il perno di tutta la sua intera esistenza. Entrambi ci faranno conoscere quel lato oscuro dell’amore che ognuno rifugge, cercando in vero un po’ di tranquillità.

«Quando si scrive si mette sempre un pezzetto di sé a disposizione degli altri – afferma non con poco pudore La Manna – ed è quello che ho voluto fare attraverso Marta, per dare voce a quel bisogno di sentimenti sinceri e reali, insito in ogni donna, che ha molto a che fare con la nostra fragilità d’animo».

«La storia della mia Marta – continua – è quella di tante donne, a parer mio troppe che si aggrappano a un amore falso, che di sano non ha proprio nulla. Attraverso la protagonista ho sentito l’esigenza di veicolare messaggi di notevole importanza, in primis l’amor proprio che, soprattutto in una fascia d’età delicata, come quella di Marta, viene totalmente messo da parte, imboccando spesso strade ricche di errori».
Come può avermi fatto questo? Come può la persona più amata trasformarsi in un crudele aguzzino? E Marta lo ripete ancora, mille volte ancora…

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