Acate. Giuseppe Stornello: “L’ultimo cantore dell’apocalisse”.

Redazione Due, Acate (Rg), 29 maggio 2017.-  Cancellazione del Polittico dell’Apocalisse. “La vera fine del mondo è arrivata da quando viviamo questa condizione cronica”. Con questa sua citazione il giovane artista acatese, visuale e scrittore, Giuseppe Stornello introduce un inedito evento mediatico, programmato per le ore 18,00di oggi. “E’ il giorno del mio compleanno- spiega l’artista- e ho deciso di celebrarlo con questo evento. Si tratta di un suicidio artistico dal momento in cui non ci sono tracce nel mondo reale di opere o persone compreso me stesso. E’una mostra che esiste solo nel mondo virtuale. Le persone potranno fruire la mia opera solo collegandosi su Instagram sul profilo: “un iconoclasta metafisico”. L’opera che farà da filo conduttore all’evento è: “Il  Polittico dell’Apocalisse”, un dipinto a  tempera  e  oro  su  tavola  (95×61 cm) di Jacobello Alberegno, databile tra il  1360 ed il  1390  circa, e conservato nelle  Gallerie dell’Accademia  di  Venezia. Le cinque tavole del Polittico mostrano altrettante visioni descritte da San Giovanni nell’Apocalisse. In quella centrale Dio è assiso in trono dentro una mandorla, tra i simboli degli evangelisti  e una schiera di patriarchi. Ha sulle ginocchia l’Agnus Dei e il libro. In basso c’è l’evangelista che guarda la scena inginocchiato, con le mani aperte e rivolte al cielo, mentre ai suoi piedi c’è il libro e gli attrezzi per la scrittura, pronti ad essere usati. La prima delle tavolette laterali mostra la grande meretrice Babilonia, seduta su una creatura con sette teste e dieci corna. Porta in mano la coppa “colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione” e vomita il “sangue dei santi e dei martiri di Gesù”. Poi la Visione di san Giovanni. Segue il Giudizio finale, dove Gesù giudice, assiso in cielo, assiste alla resurrezione dei corpi. Gli scheletri si alzano tenendo in mano un libro dove sono annotate le opere da essi compiute nella vita terrena, mentre Gesù tiene in mano il Libro della Vita coi nomi dei giusti: coloro che non vi compaiono sono destinati alla seconda morte nello stagno di fuoco, a sinistra. Segue la Vendemmia del mondo, dove un angelo esorta un compagno a vendemmiare, con la falce, una vigna i cui grappoli sono ormai maturi. Un’immagine che allude alla fine del mondo. Infine la Visione del cavaliere con diademi sul capo, che è accompagnato da eserciti su cavalli bianchi egli, uomo giusto, ha lo scettro di ferro con cui governare le genti. L’opera illustra didascalicamente il testo biblico, fornendo delle illustrazioni vivaci e preziose. Lo stile mostra un influsso di Giusto de’ Menabuoi, nella vivacità dei colori adoperati e nella forza espressiva delle figure. Jacobello fu uno dei pochi pittori trecenteschi veneziani che subirono l’influsso di Giotto e dei giotteschi, come dimostra l’unica opera firmata, il piccolo “Trittico della Crocifissione tra santi”, esposto  nelle “Gallerie dell’Accademia” a Venezia. Un Museo Statale, che raccoglie la migliore collezione di arte veneziana e veneta, soprattutto legata ai dipinti del periodo che va dal XIV alXVIII secolo. Tra i maggiori artisti rappresentati figurano Tintoretto, Tiziano, Canaletto, Giorgione e Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio e Veronese. Vi si conservano, inoltre, anche altre forme d’arte come sculture e disegni, tra i quali il celeberrimo “Uomo vitruviano” di Leonardo da Vinci. Il tema dell’Apocalisse non è nuovo al giovane artista Stornello. Esso, infatti, è stato già affrontato in un inedito manoscritto che verrà dato alle stampe nel prossimo mese di luglio dalla casa editrice romana, “Europa Edizioni” che ha valutato il lavoro come “una opera di una originalità stilistica unica”.

 

 

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