Acate. “Il mio paese è Macondo- Racconti Miti Poesie”, della professoressa Lidia Ferrigno, presentato al Castello.

Redazione Due, Acate (Rg), 1 aprile 2019.- Un pubblico attento e qualificato ha preso parte con grande interesse, sabato 30 marzo, alla presentazione dell’ultima fatica letteraria della professoressa Lidia Ferrigno, “Il mio paese è Macondo- Racconti Miti Poesie”, edito da Armando Siciliano, tenutasi presso la Sala Consiliare del settecentesco Castello dei Principi di Biscari ad Acate. Ai lavori, patrocinati dalla Proloco e dal Comune di Acate,  moderati dal cronista Salvatore Cultraro, hanno preso parte il sindaco di Acate, dottor Giovanni Di Natale, il quale ha ringraziato l’autrice e gli organizzatori per aver dato ulteriore rilievo e risalto culturale allo storico maniero, scegliendolo come sede dell’evento. Quindi ha preso la parola l’organizzatore dell’evento, il professore acatese Orazio Sansone, che in una dettagliata e sintetica esposizione ha colto ed esposto alcun dei passaggi più significativi della pubblicazione. Prima di entrare nel vivo dei lavori, la serata è stata allietata da un piacevole intermezzo musicale, regalato al pubblico dal professore Giuseppe Ferrigno, fratello dell’autrice, il quale, coniugando impeccabilmente la sua attività professionale, quale docente di Chimica , con la passione per la musica, ha deliziato i presenti eseguendo con la sua fisarmonica il brano “Oblivion”. L’intervento della professoressa Nella Faraci, laureata in lettere Classiche e docente in Licei ed istituti Professionali, nonché referente nazionale, per il progetto “Si va in Biblioteca”, del prestigioso “Soroptimist Club”, ha dato poi un ulteriore validissimo contributo all’interpretazione del libro, con dettagliati riferimenti alla personalità ed al vissuto dell’autrice. Quindi l’intervento clou dell’autrice, la professoressa Lidia Ferrigno, cultrice ed intellettuale fine e sensibile, veterana nella produzione di lavori letterari, in particolar modo raccolte di poesie. La professoressa Ferrigno ha illustrato al pubblico le motivazioni che l’hanno spinta a scrivere questo ultimo libro, che fa seguito ad un lavoro precedente, “La casa grande”, quasi una continuazione narrativa. “Il mio paese è Macondo” si caratterizza per i suoi ricordi legati, in modo particolare, all’infanzia. “Gli occhi che ci guardano- ha sottolineato l’autrice- sono quelli dei bambini, dei semplici, che hanno il dono di vedere più in là e prima degli adulti, di sapere andare dritto al cuore delle cose e coglierne l’essenza che spesso sfugge al mondo e agli occhi dei grandi. L’infanzia infatti, come il mito, è una sorta di condizione edenica, proprio perché connotata da quella che si può definire, fantasia leggera che sembra avere abbandonato per sempre la mente e l’animo dell’uomo tecnologico. Scandagliando in quelle acque lontane ma non torbide, l’uomo tecnologico si accorgerebbe non solo di aver capito fin da allora il mondo che lo attendeva al di là della soglia e di essersi riconosciuto fin da allora come entità unica e irripetibile fornita di una seppur ancora confusa e labile percezione di sé e del suo essere nel mondo, ma anche di aver ritrovato, strada facendo, la fantasia leggera di quando era bambino e lo stupore che la connota e l’accompagna”. Quindi l’autrice ha letto alcuni passi del suo libro con il magistrale sottofondo musicale della fisarmonica del professore Ferrigno. Il professore Salvatore Bucchieri, Pedagogista nonché notissimo e stimato Direttore Didattico in pensione, cultore di storia locale con particolare attenzione verso le origini storiche e culturali del dialetto siciliano, come evidenziato da alcune delle sue più note pubblicazioni,  “I Malafrusculi” e “Dizionario del dialetto vittoriese”. Il professore Bucchieri si è soffermato dettagliatamente sul mito di “Demetra e Kore”, riportato metaforicamente dall’autrice nel suo libro, in un componimento in vernacolo. I lavori si sono quindi conclusi, con l’intervento dell’Editore, Armando Siciliano, che ormai segue da anni la professoressa Ferrigno pubblicando i suoi lavori. Una affermata Casa Editrice nata nel 1986, con sede a Messina, la quale si è impegnata fin dall’inizio nella pubblicazione di libri di forte denuncia sociale e nel recupero della tradizione orale allargando i propri confini professionali in altre regioni d’Italia quali, Marche, Umbria, Toscana, Puglia, Basilicata e Calabria ed il cui slogan che la caratterizza da sempre è stato “Aiuta il Meridione ad esprimersi”, al quale ha aggiunto recentemente una nuova appendice, “Dal Chienti al Chianti”.  A chiusura un simpatico omaggio floreale, alle due relatrici donne, offerto dall’amministrazione comunale

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