Acate. Inaugurata al Castello la personale di Simone Eterno.

Pietro Mezzasalma, Acate (Rg), 6 marzo 2016.- E’ stata inaugurata sabato sera 5 marzo 2016 al castello dei Principi di Biscari la mostra di disegni del visagista Simone Eterno. Sono intervenuti numerosi acatesi e alcuni collaboratori del primo cittadino. Hanno preso la parola il sindaco Franco Raffo, che si è complimentato con il giovane “disegnatore” per le sue belle e significative opere, l’artista Simone Eterno, che ha parlato della bellezza espressa nelle sue opere e la relatrice Maria Teresa Carrubba, della quale pubblichiamo integralmente la relazione. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 13 marzo.

“La distrazione dell’artista”

Simone Eterno ha amato il disegno fin da piccolo, fin dalla scuola elementare e proprio li tra i banchi per il piccolo Simone il disegno rappresentava un momento di serenità. Con il passare degli anni quel momento di serenità comincia a poco a poco a trasformarsi in passione, una passione che alimenta un sogno dapprima vago e incerto, ma che via via prende corpo, perché è nei sogni che vivono le nostre speranze più belle, quelle che resistono alle delusioni e al tempo. La mia recensione vuole essere semplicemente il racconto di sensazioni che i disegni di questo giovane artista mi hanno suscitato. La sua è un’arte tutta rivolta alle mille sfumature dei volti, un’arte che sa cogliere l’essenza di ogni straordinario aspetto dell’essere umano, in particolare dell’essere donna. Ogni donna è per Simone una musa ispiratrice, ed essa stessa è forma d’arte. I disegni sono così una progressiva scoperta dell’estrema complessità principalmente dell’universo femminile. Si articolano da quelli ancora incompiuti e timorosi delle sue scelte, per arrivare a quelli che riscoprono gradualmente la propria interiorità. Sono volti, talvolta tristi o scomposti, volti forti, passionali, con un gran carattere, istintivi, spigolosi, volti che sembrano incuranti delle apparenze, lontani dai sorrisi di circostanza, dalle ipocrisie, dal conformismo, volti di creature che vagano nel mondo, nel tempo, sono volti che sanno cogliere la forza, attraversano e superano le mode del mondo, riempiono i vuoti. Da essi a volte traspare l’intensità dei temporali o delle giornate di sole, l’amore intenso, carico di trasporto. Espressioni di persone che hanno conosciuto la sofferenza e che hanno saputo attraversarla. Osservandoli attentamente si possono toccare con mano le cicatrici dell’anima. Simone è consapevole che disegnare è anche il miglior modo per imparare, e così mentre disegna impara, infatti non disegna ciò che sa, ma l’amore per il disegno, rinnovando se stesso in funzione delle variabili che ha di fronte. Senza parlare le sue opere hanno occhi che leggono nell’anima e sembrano convincerci che il caso non esiste. Nell’incontrarle Simone le accoglie e in esse si perde. Da qui il significativo titolo che egli ha voluto dare alla sua mostra: la distrazione dell’artista. Il suo sguardo posandosi su di loro sembra vedere se stesso e nello stesso tempo si perde tra le più varie fantasie della mente, nell’immaginare una temporalità diversa, quasi fuori dal tempo stesso. L’artista si distrae sentendosi pervaso da sentimenti forti, conflittuali. Ciò che oggi  noi andremo a vedere nei suoi disegni è soprattutto l’espressione più sincera dell’artista distratto. Con i suoi disegni Simone dice la sua verità, attraverso essi viaggia, ma cerca di tornare sempre verso se stesso. Anche se in bianco e nero egli tira fuori i colori, mettendo in evidenza un tratto, un dettaglio della persona e non importa se un viso è imperfetto, perché attraverso gli occhi che sono come tutti sappiamo delle finestre, possiamo vedere dentro un altro mondo, e se è vero come è vero che il viso al pari degli occhi è lo specchio dell’anima, allora è lì, in quel preciso particolare  che è un presente, un istante che l’artista si aliena da se divenendo altro.

Maria Teresa Carrubba

 Gruppo

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