Acate. “Intervista a me stesso”, a cura dell’artista Giuseppe Stornello. Lunedì 2 gennaio inaugurazione della personale di pittura “Volti Sovrumani”.

Redazione Due, Acate (Rg) 1 gennaio 2017.- Il castello dei Principi di Biscari, ospiterà dal 2  al 7 gennaio 2017, la personale del giovane pittore acatese, Giuseppe Stornello “Volti Sovrumani”. L’inaugurazione della mostra, inizialmente prevista per lo scorso 31 dicembre, è stata rinviata a lunedì 2 gennaio alle ore 18,30.  Il maestro d’arte non è nuovo a simili iniziative, già in passato ha partecipato ad una collettiva, sempre presso il castello dei Principi di Biscari di Acate, esponendo alcuni dei suoi più suggestivi schizzi in chiaroscuro e ad altre manifestazioni espositive in altre località della provincia di Ragusa. Il giovane ritrattista nella realizzazione delle sue opere predilige, in modo particolare l’uso della matita e dell’inchiostro di china. La mostra avrà il patrocinio dell’amministrazione comunale la quale, con questa iniziativa, intende migliorare l’incoming turistico dell’antico maniero. Pubblichiamo di seguito una “intervista” che provocatoriamente l’artista fa a se stesso per meglio far conoscere la sua personalità artistica.

Che cos’è la creazione artistica?

– È il “dionisiaco” : rapimento, pienezza, affermazione di sè, il dire sì alla vita…

Esiste un momento ideale per la creazione artistica?

– Per me la creazione artistica è un momento che accade in me, ma solo quando ne ho abbastanza di essere me stesso.

Cosa significa dipingere oggi?

Significa che l’artista autocosciente si esperisce come un creatore di immagini sempre nuove.

Che cos’è la vera arte?

Nietzsche avrà eternamente ragione quando ci dice: “la vera arte è creare immagini, la pittura e la scultura sono solo un mezzo”.

C’e uno scopo nella pittura?

Nella mia pittura in generale manca lo scopo. Cerco solo di creare un pathos di tensione tra la figurazione e la sua stessa distruzione.

– Quali soggetti?

I miei soggetti vengono a me spontaneamente.

Cosa significa provare piacere per l’opera d’arte?

Saper mostrare gli aspetti più crudi ed enigmatici dell’esistenza. Quindi, il godimento dell’opera sta nella lacuna del suo tessuto.

Che cos’è la bellezza?

Il “bello” è essenzialmente una visione limitata delle cose. L’artista non deve lavorare nella “bellezza”, ovvero realizzando semplicemente la bella parvenza che gli uomini hanno delle cose; – ma bensì operare nella “verosimiglianza”, cosicché ogni aspetto dell’esistenza anche il più semplice – può essere visto come un abisso.

Che cos’è il brutto?

Ciò che è più degenerato, malaticcio, vecchio, sporco, ma allo stesso tempo necessario.

Perché sono un artista dionisiaco?

Perché  “dioniso” fiuta se stesso…

 

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