Acate. “La gabbia d’acciaio”, di Giuseppe Stornello.

Redazione Due, Acate (Rg), 14 marzo 2018.- Il capitalismo odierno, giunto all’egemonia nella vita economica, si crea e educa, per via della selezione economica, i soggetti economici, imprenditori ed operai, di cui abbisogna. MAX WEBER, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo.

Il neologismo del pensiero chiama la nostra società “democrazia”, quando in verità la nuova società globalizzata si presenta come una blindatissima oligarchia.  Secondo la logica dominante, si dà piena coincidenza tra democrazia, libertà e capitalismo: chiunque critichi quest’ultime è percepito come un nemico da contrastare. L’azione neoliberistica in atto prevede la distruzione dello Stato come momento culminante della vita etica borghese, affinché l’economico spoliticizzato diventi la sola realtà sovrana e, in maniera convergente, si dissolvano i vincoli etici della comunità, essi in quanto incompatibili con la dinamica di consumo smisurato della merce. La democrazia è semplicemente il nome che i signori del competitivismo finanziario e senza confini (banche e raffinati economisti) attribuiscono al loro governo neo-oligarchico, fondato sull’emarginalizzazione del popolo ridefinito come plebe costantemente controllata e flessibilizzata. In questo nuovo contesto, il Signore neoligarchico può dominare incontrastato. L’inaudita violenza economica di questo sistema finanziario impunemente genera vittime e sottomette la politica con le sue norme. Sono le banche stesse oggi a dettare le linee guida della politica. Il sistema finanziario e le banche dovrebbero essere sottomessi alla politica e alle sue norme, in modo da favorire la comunità, i cittadini e il bene comune; invece sono loro stesse oggi a dettare le geometrie invisibili del potere della politica attuale. Un tempo le banche servivano a fare investimenti e creare lavoro, aiutando i territori a crescere e a prosperare. Oggi invece generano “soldi fantasmi” gettando nel baratro imprenditori e lavoratori. Il sistema bancario di oggi è studiato per imporre la schiavitù usando il “debito” in forme sempre più prossime all’usura, imprigionando colui che chiede un prestito in un vortice senza via d’uscita, come nel gioco della roulette russa, in un debito che non potrà mai più estinguere. In questo modo gli porta via tutto: il conto in banca, i beni e la casa portandolo, nella maggior parte dei casi, al punto di togliersi vita. Ciò è provato dal fatto che in caso di difficoltà la politica salva sempre le banche a discapito dei lavoratori e dei risparmiatori.
Insomma, una finanza che sta imponendo la sua linea politica di carneficina e di sangue, sempre dalla parte delle banche e del capitale e contro i popoli e i lavoratori – ciò sta generando un massacro di classe sociale, i quali oppressori, grazie al sistema finanziario, stanno prendendo il sopravvento su tutto, a cominciare dalla vita dei soppressi. Quindi non chiamate la nostra società democrazia, bensì dittatura mascherata. Altrimenti usate le categorie con le quali i dominati vi fanno amare le vostre sbarre. Chiamare le cose con il loro nome è il primo gesto rivoluzionario.

Giuseppe Stornello

In copertina: George Tooker, Teller, 1967

Print Friendly, PDF & Email