Acate. Personale di pittura di Giuseppe Stornello: “Volti Sovrumani”. Da sabato 31 dicembre al Castello.

Redazione Due, Acate (Rg), 30 dicembre 2016.- Sabato 31 dicembre 2016, alle ore 18,00, presso i locali del Castello dei principi di Biscari di Acate, verrà  inaugurata la personale di pittura, “Volti Sovrumani”, di Giuseppe Stornello. La mostra, allestita con il patrocinio del Comune di Acate, rimarrà aperta tutti i giorni dalle 16,00 alle 20,00 e la domenica dalle 10,00 alle 20,00, fino al 7 gennaio 2017. “Un’affascinante polarità, un’ambivalenza non sappiamo quanto consapevole- ha tenuto ad evidenziare, nella sua recensione, il Professore Giuseppe Catalano, docente di Filosofia al Liceo Scientifico, Carducci di Comiso- attraversano le ultime prove pittoriche di Giuseppe Stornello. Da un lato, come dimostra la sua forte fascinazione verso temi spontaneamente filosofici, egli è un artista concettuale, disinteressato cioè alle valenze mimetiche e alle tradizioni più o meno venerabili di riproduzione del sensibile, nascendo piuttosto il movimento iniziale della sua pittura da un’interiorità culturale, da visioni e interpretazioni del reale che trascendono interamente il piano empirico. Il suo segno, classicamente è un discorso, un giudizio sul mondo, rappresentazione intellettuale che, sia pur ideologicamente (e non potrebbe essere altrimenti), tenta di insidiare e di comunicare quanto più da vicino la verità. In questo versante egli, nichilisticamente, sembra son solo confermare la definizione di Foucoult sull’uomo come “invenzione recente”, ma scommette anche sulla dissoluzione di tale paradigma. Sulle orme del filosofo francese, anche Stornello, considerando le devastazioni storiche del XX Secolo, nega la costituzione autonoma del soggetto, la sua natura trascendentale, kantiana, inserendolo all’interno di una relazione di poteri in cui del tutto assenti risultano le classiche idealizzazioni quali libertà, autodeterminazione, progresso. In questa prospettiva è ovvio che la sua pittura assuma un carattere polemico, quindi morale nei confronti dei moderni feticci della società di oggi: l’economicismo, il dominio della tecnica, la fine del senso storico”.

 

 

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