Acate. “Vivremo dentro un videogioco”. Di Giuseppe Stornello.

Redazione Due, Acate (Rg), 15 luglio 2017.- Se si pensa a Pong che è stato uno dei primi videogiochi della storia, oggi non possiamo non renderci conto che il progresso tecnologico ci ha portato a un livello tale di simulazioni fotorealistiche con milioni di persone che giocano simultaneamente, per cui presto avremo la realtà aumentata dalla realtà virtuale. Quindi, è possibile, e forse pure probabile, che tutti noi saremo, o forse siamo già, come delle entità generate a computer e che il mondo diventerà un avanzatissimo videogioco. Se ogni videogioco è in continuo miglioramento, arriveremo a un momento in cui sarà impossibile distinguere il mondo virtuale dalla realtà. Stiamo andando verso un punto in cui i videogiochi saranno indistinguibili dalla realtà, ne consegue che la possibilità che noi viviamo nella realtà è una su un milione. Dovremmo pensare alla civiltà futura (se non si dovesse fermare) come una simulazione. Arriveremo a un << punto morto >> dell’evoluzione dell’uomo, verso una fase nel progresso tecnologico, dove le simulazioni virtuali saranno indistinguibili dalla realtà e che, proprio in quel momento l’individuo avrà smesso di esistere nel mondo reale. E ora che, le << violente delizie >> sono giunte alla loro << violenta fine >>, non possiamo che dare ragione a Shakespeare quando scriveva: “Le gioie violente hanno violenta fine”. Dobbiamo forse pensare che, dalla mancanza di scopo, di fine nella realtà l’individuo si è progettato nel corso dei secoli un mondo virtuale per sperare che lo porti a qualche risultato? “Nulla esisteva di più sacro e grande in tutto il mondo”, recita il passaggio di La gaia scienza di Nietzsche dopo aver proclamato la << morte di dio >> continuando – “Ed ora è sanguinante sotto le nostre ginocchia: chi ci ripulirà dal sangue?” Tuttavia, si può notare la verticalità della risposta a questa domanda guardando i risultati del progresso tecnologico che si fanno abbastanza evidenti su quale sarà il nuovo ordine del mondo. Dato che la questione è qui tra noi, forse da sempre, e lo dimostrano autori di film come Matrix, Westworld, ecc. ora possiamo più che mai iniziare a intravedere nel paesaggio contemporaneo i segni di una svolta epocale. A questo punto, se vivremo o viviamo davvero dentro un videogioco dove le macchine (saranno) umane come noi, e ogni giorno che passa noi non siamo mai gli stessi: chi siamo noi nel mondo? (Ricerche e scritti dell’Associazione Giuseppe Stornello con sede al Castello dei Principi di Biscari di Acate)

Foto: Pong – Digital art, 2017

 

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