Elio Ferraro e…il volto sorridente della filosofia.

Vittoria. 08/04/2019
Elio Ferraro è nato a Vittoria nel dicembre del 1954, ha frequentato il Liceo Classico Rosario Cancellieri e si è laureato in Scienze della Formazione all’Università di Catania. Ha un figlio che si chiama come il suo papà: Gianni, un genitore amatissimo che come Elio aveva la passione per la scrittura. Dipendente comunale, Elio Ferraro, da anni svolge la funzione di Cancelliere presso l’ufficio del Giudice di Pace. Più volte si è cimentato con la scrittura, ma mai aveva “osato tanto”, infatti, nel febbraio del 2018, ha stampato la sua ultima fatica letteraria: “Il volto sorridente della filosofia”, ben 721 pagine scritte con caratteri che gli hanno consentito di contenere l’opera in 721 pagine, altrimenti, forse, non ne sarebbero bastate 1000. Nel suo libro, Ferraro, racconta la vita e gli aneddoti dei filosofi, aggiungendo che, come tutte le cose serie, il libro è anche divertente.
Chi scrive, lo ha ricevuto in dono tre giorni addietro, con una gradita dedica, ma ancora ha letto solamente le prime 63 pagine dell’opera, che giudica interessante, esaltante e coinvolgente. scrive Elio Ferraro nella sua prefazione. Mai verità fu più azzeccata di questa riportata. Chissà che direbbe oggi il “nostro” se vivesse in una realtà come la nostra. E chissà cosa direbbe Erasmo da Rotterdam che visse tra il 1466 e il 1536 e già allora giudicava follia tutto ciò che apparteneva e appartiene ancora alla vita di tutti i giorni di ciascuno di noi. . Questo e altri filosofi, in tutto sono 200, con il loro pensiero, sono presenti nell’opera di Ferraro.
Che direbbe oggi di ciò che accade, Erasmo? Che penserebbe degli atteggiamenti di superiorità che assumiamo, quasi a paragonarci con divinità? Chissà! Forse anche per cercare di dare risposte a questi dubbi che ormai ci poniamo con sempre maggiore frequenza, Elio Ferraro ha voluto pubblicare questa opera.
I contenuti sono scorrevoli e, per quel poco che ho letto, sono entusiasmanti e nello stesso tempo motivo di riflessione, non si può dire che andrebbe letto tutto di un fiato, 721 pagine non sono poche, ma non sono tante, così come avevo immaginato quando l’ho visto. Non voglio esprimere giudizi che possano apparire di parte o affrettati, anche perché non sono un critico letterario, ma nel mio piccolo, mi sento di potere esprimere i miei complimenti all’autore amico, che ha saputo adattare un’opera al momento storico che stiamo vivendo, e non solo nel nostro Paese.

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