Il Castello di Acate vera attrazione europea

Salvatore Cultraro- Acate (Rg)- 3 novembre 2014. Ancora una volta il castello dei Principi di Biscari di Acate diviene meta ambita di visitatori provenienti da stati europei. Domenica 2 novembre, infatti, nel tardo pomeriggio, il maniero è stato ammirato da una delegazione composta da sette militari ungheresi, guidata dal colonnello Vilmos Kovàcs, direttore dell’Istituto e Museo di Storia Militare di Budapest. La delegazione, proveniente da Gela dove avevano avuto modo di visitare i luoghi teatro della “Battaglia di Gela” del luglio 1943, è stata accompagnata dai colleghi italiani della sezione di Ragusa dell’associazione, Lamba Doria, presieduta dal Tenente Colonnello Giovanni Iacono. Gli ufficiali ungheresi sono stati accolti nella sala consiliare, ubicata nelle ex scuderie del castello, per i saluti di benvenuto da parte degli amministratori comunali e del Colonnello Iacono quindi, dopo aver ricevuto dettagliate notizie storico- architettoniche sul castello, grazie al contributo di uno studioso locale ed alle traduzioni simultanee dell’ufficiale, Balazs Juhàsz, hanno potuto ammirare i vari ambienti del maniero ed i musei attualmente allestiti in alcune delle numerose sale. Al termine della visita, sempre nella sala consiliare, si è tenuto un simpatico e cordiale scambio di pubblicazioni, italiane ed ungheresi sulla Prima e la Seconda Guerra Mondiale, da parte delle due delegazioni. Gli ufficiali magiari sono attualmente ospiti della città di Vittoria. Una tradizione che si ripete da moltissimi anni in occasione della Commemorazione dei Defunti. Vittoria, infatti, negli anni della Grande Guerra fu il luogo di prigionia più lontano dalle trincee e nel suo campo di concentramento soggiornarono oltre 18mila soldati ungheresi. Alla fine della guerra, nel novembre del 1918, molti di essi fecero ritorno in patria, mentre circa 118 soldati ungheresi morirono in detenzione, in terra siciliana, la maggior parte a causa dell’epidemia denominata “Spagnola”. La pietà e il profondo rispetto per i militari magiari deceduti, indusse il capitano del Regio Esercito, Giovan Battista Parrini, all’epoca comandante interinale del campo di concentramento di Vittoria negli anni 1917-1918, ad erigere un monumento ossario ai soldati ungheresi deceduti in prigionia. Pertanto la Cappella ungherese di Vittoria e il Museo italo-ungherese, realizzato in collaborazione con il governo ungherese ed inaugurato il 14 dicembre del 1995, ogni anno dal 2 al 4 novembre sono oggetto di visita da parte di una delegazione magiara. Nella Cappella, sita presso il cimitero di contrada Cappellaris, ogni 2 novembre, nel corso di una commovente cerimonia, voluta dall’amministrazione comunale della cittadina iblea, viene deposta, in omaggio ai caduti ungheresi, una corona di fiori.

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