Il Gattopardo di Lampedusa e breve analisi del testo

Salvatore Stornello

Giuseppe Tomasi di Lampedusa è celebre per il suo romanzo “Il Gattopardo”. Nel suo romanzo lo scrittore trasse ispirazione dal suo bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, vissuto in epoca risorgimentale.
Il protagonista è Don Fabrizio Salina, uomo colto, dedito allo studio delle stelle.  Il principe Salina è testimone del lento tramontare dell’aristocrazia,  e l’avvento della classe borghese. Votata l’annessione della Sicilia al regno italico, il principe Salina affranto dalla nostalgia del suo tempo,  prima rifiuta la proposta a senatore nel nuovo regno,  infine morirà in una stanza d’albergo a Palermo,  dopo essere tornato da Napoli per motivi di salute.

Il Gattopardo fu pubblicato nell’autunno del 1958, a cura di Giorgio Bassani,   la sua correttezza fu indiscussa fino al 1968, quando Carlo Muscetta riferì di aver trovato delle divergenze tra il testo originale, manoscritto,  e quello stampato.

Elio Vittorini ancora prima, fece un grave errore,   rifiutandosi di pubblicare il romanzo; era stato lo stesso Vittorini ad informare Lampedusa,  affermando: come recensione non c’è male,  ma niente pubblicazione.

Nel 1958 Bassani scese a Palermo alla ricerca del Gattopardo,  infatti quello in suo possesso era soltanto un testo incompleto, riuscendo a recuperare il manoscritto e ritoccando le sette parti già composte. Il problema principale sorse postumi, perché non c’era la garanzia che il testo arrivato ai lettori fosse genuino.

Scrive Gioacchino Lanza Tomasi,  nella prefazione del Gattopardo,  edita da Feltrinelli nel 1969: si può dire che i lettori hanno avuto un testo autentico,  rivisto con competenza, privo di alterazioni.

Lo scrittore vuole descrivere il pedissequo cambiamento epocale dei siciliani,  pronti al nuovo, ma paradossalmente ancorati alle matrici proprie.

Il titolo del romanzo si riferisce allo stemma di famiglia dei principi Tomasi di Lampedusa.

Scrive lo scrittore: Noi fummo i Gattopardi,  i leoni; quelli  che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti,  le iene;  e tutti quanti Gattopardi,  sciacalli,  e pecore continueremo a crederci il sale della terra (Tomasi di Lampedusa,  1998).

Il Gattopardo rappresenta dunque l’eclissarsi di un periodo storico,  dove l’avvento del Risorgimento designa un cambiamento radicale,  culturale,  politico e sociale.

Bigliografia

Tomasi di Lampedusa G. (1998), Il Gattopardo,  Milano,  Feltrinelli.

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