“Io, Killer mancato”. La storia di un grande cronista negli anni di mafia

Secondo appuntamento al Garibaldi con “Cose di Sicilia nelle parole raccontate”

MODICA – Secondo appuntamento per la  stagione letteraria “Cose di Sicilia nelle parole raccontate” venerdì 30 gennaio alle ore 18.00 al teatro Garibaldi.
“Io, Killer mancato”, postfazione di Attilio Bolzoni, è l’ultima fatica letteraria di una grande cronista, Francesco Viviano, inviato di guerra ed esperto di cose di mafia, una delle prime firme del quotidiano “La Repubblica”.
La presentazione di un libro, giunto alla terza edizione in poche settimane, sarà illustrato con la formula del dialogo-intervista grazie alla presenza del giornalista Michele Nania, capo servizio del quotidiano La Sicilia.
L’opera
Un’autobiografia, personale e professionale, che mette insieme sofferenza e passione, sentimenti familiari e ricordi di violenza mafiosa, ma anche ironia e sorpresa: una storia di Palermo ed una piccola lezione di vita, insomma, quella scritta da Francesco Viviano, cronista palermitano de “La Repubblica” che da qualche anno lavora e vive a Roma.
Il suo libro, “Io, killer mancato” è la confessione di un’adolescenza vissuta nel quartiere Albergheria di Palermo, fianco a fianco con nomi di primo piano dei clan, e segnata dall’omicidio del padre, durante un tentativo di furto. Francesco Viviano racconta di avere impugnato giovanissimo una pistola e di avere inquadrato nel mirino l’assassino del genitore… (Ernesto Oliva)
Il ragazzo ha la pistola in pugno. È in un vicolo di Palermo e ha il compito di vendicare la morte di suo padre.
Quel ragazzo poco più che adolescente, che ha imparato a sopravvivere nel cuore nero della Sicilia, ora è a un bivio. Io, killer mancato è la storia di Francesco Viviano, cresciuto tra povertà, paura, fame, morte e mafia. E davanti a quel bivio sceglie di non sparare.
Diventa giornalista – prima all’Ansa, poi a “la Repubblica”, dove oggi è uno dei principali inviati, autore di scoop e inchieste clamorose – e da giornalista fa rivivere gli anni folli delle guerre di mafia. Sulla strada e in tribunale, Viviano segue gli omicidi di Falcone e Borsellino, il maxiprocesso, il processo Riina. Adulto, incontra i vecchi compagni di gioco, ora capimafia dietro il tavolo degli imputati.
Biografia. Francesco Viviano, (Palermo 1949) da giovanissimo, dopo decine di lavori umilissimi come muratore, barista, apprendista elettrauto, cameriere, è riuscito ad approdare all’ANSA di Palermo; dapprima come semplice fattorino, poi, grazie alla conoscenza dei meandri violenti della città e dei suoi personaggi, a partire dal 1984, come cronista di cronaca nera e giudiziaria. Per la stessa agenzia di stampa e poi per La Repubblica, ha messo a segno decine di scoop come quello del tentativo segreto del procuratore Pier Luigi Vigna di convincere Salvatore Riina al pentimento. Attualmente vive e lavora a Roma.

Print Friendly, PDF & Email