La poesia americana di Wallace Stevens.

Salvatore Stornello,  Acate,  (Rg). Wallace Stevens nacque il 2 ottobre 1878 a Reading una città della Pennsylvania.  Il padre, Garrett B. Stevens,  era avvocato, professione che svolgerà  in seguito lo  stesso poeta dopo essersi laureato in  giurisprudenza nel 1903. La madre,  Margaretha Zeller,  proveniva da un’antica famiglia di rifugiati religiosi olandesi;  a tale discendenza Stevens dedicherà due poesie: Dutch Graves in Harvard e The Bed of Old John Zeller.

Nel 1897 conosce George Santayana, filosofo e poeta, nato a Madrid nel 1 863, che influenzerà  per un lungo periodo la vita dell’artista.

Nel 1914 partecipa ad un concorso di poesia con lo pseudonimo di Peter Parasol,  pur non risultando vincitore, però,  i  suoi versi

 ottengono ugualmente grande successo. Fino al 1916, il poeta si dedica interamente alla professione di avvocato,  tralasciando nei suoi cassetti la vocazione di poeta.

Come afferma Ricciardi (2008), è con Harmonium  che Stevens sembra aver già maturato il suo stile poetico più caratteristico e personale: un linguaggio virtuosistico,  esotico e raffinato,  con  francesismi,  titoli surrealistici,  tecniche precise che richiamano le arti orientali e figurative. Il poeta,  infatti,  è attratto dalle arti della lontana Cina e dal Giappone. Come affermano i critici,  in Harmonium si nota palesemente il rapporto profondo tra lo stile stevensoniano e l’arte orientale, con maggiore richiamo all’impressionismo e alla natura morta del cubismo.

Come afferma lo stesso Stevens,  il compito del poeta è quello di non fermarsi alla sola oggettività delle cose,  ma operare una fusione tra il reale e l’immaginario, realtà e fantasia unite in un’unica costruzione mentale.

Bibliografia

Ricciardi C e al. (2008). Letteratura americana, i contemporanei.  Pagine. Roma.

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