Anselmo Madeddu : “97% delle cause penali contro i medici si dimostrano infondate”

Anselmo Madeddu a margine del convegno dell’ordine sul consenso informato: “97% delle cause penali contro i medici si dimostrano infondate dopo infiniti calvari ed enormi costi per la società, contrastare questo fenomeno e’ oggi una battaglia di civiltà”

Siracusa, 4 dicembre 2015 – “Il Convegno sul Consenso Informato che si è tenuto nei giorni scorsi all’Ordine dei Medici di Siracusa ha riacceso un dibattito di grande attualità oggi in Italia che riguarda il fenomeno delle cause temerarie avviate contro i medici. Ogni anno vengono avviate circa 180.000 azioni legali, in ambito civilistico o penale, per presunti errori medici. Ma per quanto riguarda le cause penali, nel 97% dei casi queste si stanno dimostrando infondate e finiscono con l’assoluzione del medico dopo infiniti calvari giudiziari che hanno sicuramente dei costi anche per la società”.

A sottolinearlo è il presidente dell’Ordine dei Medici Anselmo Madeddu: “Si tratta ormai di una vera e propria patologia di sistema che finisce con l’ingolfare inutilmente il lavoro dei magistrati, allungando all’inverosimile i tempi della giustizia. Ma non solo. Il numero eccessivo di cause, infatti, ha elevato il costo delle assicurazioni, con rinuncia di molte Aziende a farsene carico e dunque con danno degli stessi pazienti che altrimenti sarebbero stati risarciti prima. Ma la conseguenza più grave è quella di aver generato per reazione la cosiddetta medicina difensiva (secondo Agenas praticata oggi dal 58% dei sanitari), con medici che si astengono dagli interventi ad alto rischio e che, per tutelarsi, eccedono in protocolli diagnostici spesso non necessari. Con la conseguenza che il sistema genera costi ormai insostenibili per il Paese e le liste di attesa diventano sempre più lunghe. E’ stato calcolato che il ricorso alla “medicina difensiva” comporta un aggravio della spesa sanitaria nazionale di circa 13 miliardi di euro pari allo 0,80 % del PIL. E così, a parte i magistrati che si vedono intasare le proprie aule giudiziarie da cause inutili ed evitabili, a parte i medici che subiscono i danni economici e psicologici della gogna mediatica di estenuanti cause che finiscono quasi sempre in una sentenza di assoluzione, chi sono – ci chiediamo – le vittime finali di questa autentica patologia di sistema che tende pericolosamente ad incrinare il prezioso rapporto fiduciario tra medico e paziente, se non gli stessi cittadini che vedono allungarsi sempre più le liste di attesa nei tribunali e negli ospedali e che sempre più spesso hanno a che fare con una sanità che tende innanzitutto a difendersi? Non c’è dubbio che il paziente danneggiato dall’errore medico va risarcito, così come non c’è dubbio che il medico, in quanto tale, va rispettato e non crocifisso sull’altare mediatico della presunta malasanità. Ma se è vero che il 97% di tutte queste cause terminano con l’assoluzione del medico, è possibile che non si possa far niente per prevenire questo deleterio fenomeno che genera così tante gravi conseguenze al sistema Paese? Sembra di si. Una recente sentenza del Tribunale di Milano (Sez. I Civile del 17.07.2014) ha rivalutato il contenuto dell’ art. 3 della Legge Balduzzi, secondo cui il medico “che si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve” aggiungendo che “in tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del Codice Civile”. Questo ultimo richiamo all’art 2043 c.c. era sinora stato depotenziato sia dai giudici di merito sia dalla Cassazione, quasi come se fosse una svista o un equivoco del legislatore, escludendone la portata applicativa in ambito civile. La sentenza del Tribunale di Milano ha ribaltato tale interpretazione riconducendo la responsabilità del medico nell’alveo della responsabilità extracontrattuale (come sancisce proprio l’art 2043) con la conseguenza che così l’onere della prova è a carico del presunto danneggiato e non più del medico”.

“Ma c’è di più – spiega ancora Madeddu -: Un disegno di legge di modifica della normativa sulla responsabilità professionale del medico, a firma del senatore Gelli, già approvato dalla Commissione Affari Sociali, sta per introdurre un radicale cambiamento in un sistema dove le Linee Guida delle società scientifiche accreditate dal Ministero finiranno con l’assumere un ruolo determinante. Nella piena convinzione che occorre innanzitutto incidere sulla cultura, l’Ordine dei Medici di Siracusa intende condurre una battaglia di civiltà, promuovendo tutta una serie di iniziative mirate al contrasto di un fenomeno che ormai ha assunto i contorni di una autentica patologia di sistema”.

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