Ingorgo scadenze: il risultato di un sistema fiscale non equo, non trasparente e non orientato alla crescita

Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili: “Ci tocca ancora raccontare la medesima storia!”

La scadenza del 26 gennaio, per il pagamento dell’Imu sui terreni montani, è stata cancellata da un decreto legge annunciato venerdì nel tardo pomeriggio, all’ultimo tuffo. Alla proroga al 10 febbraio si è, però, anche aggiunta una sostanziale modifica delle disposizioni originariamente previste.
L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili aveva già denunciato le difficoltà per i contribuenti dovute al ritardo nell’emissione del decreto attuativo e ai ristretti tempi di pagamento. La proroga è arrivata, ma, come dimostrano dagli ultimi eventi, non sono state risolte le perplessità e le problematiche legate ai criteri di determinazione dell’imposta.
La questione “Imu terreni montani” è solo l’ennesimo – rileva la Giunta UNGDCEC – segnale di un legislatore fiscale fuori controllo! Gli interventi degli ultimi mesi, asseritamente volti a creare un sistema fiscale più equo, sembrano invece ispirati dalla fretta di poter sbandierare per tempo l’obiettivo semplificazioni (!?) piuttosto che ad una reale volontà riformatrice.
Si sta “navigando a vista”, dimenticando i complessi risvolti applicativi delle disposizioni emanate, che hanno condotto fino ad oggi in più di un’occasione a smentite, rettifiche e pseudo chiarimenti, dell’ultimo momento.
E’ ormai retorico continuare a denunciare che gli unici a doversi far carico di una legislazione fiscale ormai impazzita sono i contribuenti e i loro commercialisti!
E’ paradossale che a fronte dei 15 giorni di proroga “elemosinati” per ricalcolare l’IMU, siano trascorsi ormai circa 60 giorni dal Decreto Semplificazioni, istitutivo della Certificazione Unica, senza avere notizie certe sui tempi di rilascio del relativo software!
L’UNGDCEC ha già evidenziato come sia inconcepibile che le responsabilità di un processo in via di sperimentazione vengano fatte gravare sulle spalle dei commercialisti, e in particolare dei giovani commercialisti, se solo si pensa al nuovo massimale di € 3.000.000 per le polizze professionali!
E’ inconcepibile e sicuramente non accettabile leggere nell’Audizione dell’Agenzia delle Entrate, di “un calendario dei lavori molto serrato” (per chi?), di “anticipazione delle scadenze” (per chi?), per una dichiarazione che di precompilato avrà ben poco, e riscontrare un rigido sistema sanzionatorio solo per i ritardi e gli errori di una delle parti coinvolte in tale processo: i contribuenti e gli intermediari.
L’UNGDCEC ritiene, ormai improrogabile un intervento che riveda i tempi e le sanzioni legate all’intero “progetto precompilata”, trattandosi di “un avvio sperimentale”, “molto articolato”, per il quale non possono essere considerate cavie né i cittadini né i loro consulenti!
A rendere i primi mesi dell’anno ancor più complicati, ci ha pensato la legge di Stabilità, introducendo dal primo gennaio, il nuovo sistema dello Split Payment, meccanismo secondo il quale gli enti pubblici non dovranno più pagare l’IVA ai fornitori, ma versarla direttamente all’Erario. Ad oggi, si è ancora in attesa del decreto attuativo, anticipato, come ormai da tradizione, da uno scarno Comunicato Stampa.
Intanto imprese e commercialisti si trovano a dover gestire, al buio, la revisione di tutti i sistemi aziendali, e a dover, con preoccupazione, rivedere la pianificazione finanziaria. Più che commercialisti gioverebbe essere veggenti, per rispondere con la dovuta certezza alle tante domande dei propri clienti!
“Ai ritardi congeniti nei pagamenti della PA, si aggiungeranno i ritardi nelle erogazione dei rimborsi? Cosa accadrà a quelle aziende del settore edile, già strutturalmente a credito per l’applicazione del reverse charge, che avranno IVA compensabile sicuramente superiore ai possibili utilizzi? Basteranno, allora, gli attuali limiti di € 700.000/€ 1.000.000 previsti per la procedura semplificata di erogazione dei rimborsi e per le compensazioni? Sicuramente no! Ma soprattutto, a carico di chi saranno gli oneri di avvio di tale nuovo sistema nel caso di mancata autorizzazione da parte della UE?”
Ancora una volta una norma introdotta senza valutare le conseguenze applicative!
L’UNGDCEC ritiene che sia ormai ora di fare ordine, di fermare la baraonda di novità legislative in materia fiscale volte all’introduzione di nuovi e più complicati adempimenti, che fanno ormai dubitare sull’esatta portata e sui reali beneficiari del tanto decantato processo di semplificazione e revisione del sistema fiscale. E’ ora di avere coraggio e di riformare il sistema fiscale alla radice, e non con interventi patchwork.
E’ ora per noi commercialisti di protestare davanti a tutto questo.
Perciò colleghi: Stay tuned!

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