Manovra 2015. Bonus 80 euro: a chi si e a chi no

Emilio Tasca

Passato il momento dei festeggiamenti del Natale e dell’anno nuovo, si comincia a delineare meglio la manovra finanziaria appena varata dal governo.
La legge di stabilità, formata da un unico articolo ma con ben 735 commi ( era dai tempi di Prodi che non si verificava qualcosa di simile), al comma 12 prevede che il cosiddetto bonus Renzi di 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti viene trasformato in ulteriore detrazione IRPEF.
Mentre la TV e parecchi giornali ci continuano a propinare le interviste del premier in cui egli si dice fiero di aver finalmente abbassato le imposte e confermato il bonus di 80 euro, nella realtà i numeri dicono ben altro.
Nella tabella che segue si vede chi ci perde da questa modifica.
Purtroppo non ci guadagna nessuno perché per nessuno è stato fatto quanto più volte era stato  promesso dallo stesso governo. L’allargamento della platea dei beneficiari, purtroppo per chi la attendeva, non c’è stato: né per i pensionati né per i lavoratori autonomi.
Esaminiamo 3 casi di lavoratore dipendente che lavora tutto l’anno e percepisce il reddito indicato nella tabella:
caso a)  a tempo indeterminato senza carichi di famiglia;
caso b)  a tempo indeterminato con coniuge a carico;
caso c)  a tempo indeterminato con coniuge e un figlio a carico.
Per ogni situazione viene ipotizzato un reddito e il relativo credito spettante.
E’ appena il caso di ricordare che, se il sistema del bonus non fosse cambiato, nel 2015 tutti questi lavoratori esaminati avrebbero avuto 960,00 di bonus ciascuno a prescindere dal reddito avuto.

Caso a)

Caso b)

Caso c)

€ 8.001,00 = € 0,00€ 8.001,00 = € 0,00€ 12.000,00 = € 0,00
€ 9.000,00 = € 302,00€ 10.400,00 = € 0,00€ 13.000,00 = € 8,00
€ 10.000,00 = € 603,00€ 12.000,00 = € 495,00€ 14.000,00 = € 329,00
€ 11.000,00 = € 905,00€ 13.000,00 = € 804,00€ 15.000,00 = € 650,00
€ 11.182,00 = € 960,00€ 13.510,00 = € 960,00€ 15.983,00 = € 960,00
Oltre = indifferenteOltre = indifferenteOltre = indifferente

E con l’aumentare dei figli o di altri familiari a carico la situazione peggiora sempre più fino ad azzerarsi completamente come nel caso di un lavoratore con coniuge e 3 figli a carico che non percepirà alcun bonus sino a quando non avrà superato il reddito di € 17.670,00.
Non so quantificare quanti saranno i lavoratori che perderanno parte o tutto il bonus, ma sicuramente saranno moltissimi.
Solo tre cose sono sicure: 1) che nessun lavoratore avrà dei vantaggi; 2) che lo stato incasserà più IRPEF da questi lavoratori dipendenti; 3) che a parole si abbassano le tasse e imposte a tutti ed in particolare alle famiglie numerose ma i numeri dicono ben altro.

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