Manovra di stabilità. L’ANCL: si poteva fare di più

ROMA, 29 DIC 2014 – Siamo in piena recessione, non c’è dubbio, con speranze di ripresa nel 2015. Ma la ripresa va alimentata con speranze vere. “Il taglio dell’Irap per le imprese appare abbastanza fumoso ed è tutto da verificare sulla base delle istruzioni operative che verranno emanate” ha commentato il Presidente Ancl Francesco Longobardi. Dalla prima lettura del dispositivo ancora non si avverte la specifica e corposa spinta all’abbattimento del costo del lavoro, che secondo l’Ancl e da tempi non sospetti è l’unica cosa utile al vero rilancio dell’economia, del lavoro, delle imprese. Si aggiunga che i professionisti rimangono ancora fuori dagli ammortizzatori sociali, nonostante le reiterate e fondate proteste e contributi dati alla vicenda. Tasse ancora alle stelle, con denominazioni e territorialità diversificate, ma sempre tasse sono. E non convincono neanche le misure preannunciate sul sostegno al lavoro a tempo indeterminato: ancora poca differenza tra il carico della tassazione tra lavoro a termine e lavoro stabile. Si deve necessariamente fare di più, e presto“. A margine del Jobs Act, il Presidente ha anche dichiarato: “Ogni occasione di riforma, di sburocratizzazione, di semplificazione è ben accolta: bisogna vedere come il tutto si trasferisce nei decreti attuativi. E’ solo una impressione, ma se tutte le forze sociali sono unanimi nel ritenere necessario di correzioni l’indirizzo del Governo, qualche fondato motivo ci sarà. L’auspicio dei Consulenti del lavoro è quello di ritrovarsi con norme che avvantaggino il mercato del lavoro così palesemente statico rispetto al resto dell’Europa. Speriamo in scelte oculate e di spessore vero“.

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