Il “Siciliano di Beja”, un formaggio che lega da 100 anni le produzioni casearie tunisine e siciliane

Noto, 5 Febbraio 2015. La comunità nordafricana della Tunisia e quella siciliana unite da oltre un secolo nella produzione di alcuni prodotti caseari, tra cui il noto formaggio “Siciliano di Beja”, proveniente dalla regione tunisina, attorno a cui ruota il progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia 2007-2013, denominato HI.L.F.TRAD. (Hilâl sicilo-tunisino della Filiera lattiero – casearia tradizionale attraverso le nuove tecnologie). E si concluderà proprio venerdì la visita di una delegazione tunisina in Sicilia, accolta dal CoRFiLaC, il Consorzio sulla Ricerca della Filiera Lattiero-Casearia di Ragusa. Fanno parte della delegazione, prevista nell’ambito delle attività programmate, Chokri Damergi, Ricercatore dell’INAT di Tunisi, l’Istituto Nazionale di Agronomia della Tunisia, la dottoranda Ahlem Abdelkefi e le due studentesse Rasha Manai e Khaoula Ben Boubaker, entrambe al terzo anno della Facoltà di Ingegneria Agraria di Tunisi. Durante la missione tunisina in Sicilia, sono stati affrontati diversi aspetti della produzione dei prodotti lattiero – caseari. L’analisi della composizione e del valore nutrizionale dei foraggi utilizzati nella regione di Béja per l’alimentazione della pecora da latte di razza sicilo-sarda, le analisi chimiche e microbiologiche dei prodotti lattiero-tradizionali (formaggi e ricotte), e il controllo della qualità sensoriale dei formaggi di latte di pecora dell’Associazione allevatori della razza sicilo-sarde della regione tunisina. Sono state approfondire le conoscenze sulle modalità di produzione, commercializzazione, ispezione e autenticazione dei prodotti tradizionali e si è anche discusso sul contenuto e sulle modalità di somministrazione dei questionari sui prodotti lattiero-caseari tradizionali prodotti a Béja. Non solo ricerche e sistemi di produzione, ma si punta anche alla pubblicizzazione del prodotto che passerà dalla vetrina internazionale di Expo 2015 a Milano, per cui sono partiti già i preparativi per la partecipazione. «Le attività realizzate dal gruppo tunisino in missione al CoRFiLaC – ha dichiarato Stefania Carpino, responsabile del progetto per il CoRFiLaC – permetteranno di contribuire alla caratterizzazione dei sistemi di produzione dei prodotti lattiero-caseari tradizionali e all’elaborazione di un Disciplinare per la certificazione di questi prodotti. In questo contesto, teniamo a ricordare che le tradizioni di produzione dei prodotti lattiero-caseari della razza sicilo-sarde, erano introdotte nella regione di Béja tra gli anni 1915 e 1930, da una colonia di origine siciliana che abitava in Tunisia a quell’epoca. Difatti, questo formaggio è conosciuto in Tunisia con il nome di “Siciliano di Béja”».

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