IMU agricola, Confagricoltura: “inaccettabile aggravare gli agricoltori di una gravosa imposta tra appena 14 giorni”

Gambuzza: “Si Violano i più elementari diritti di uno stato che non dà certezze sul dovere impositivo

Ragusa, 3 dicembre 2014 – “Attraverso il sito Internet del ministero delle Finanze abbiamo appreso della prossima pubblicazione del decreto di revisione delle aree di esenzione Imu per i terreni agricoli previsto dal Dl 66/14 che obbligherà milioni di possessori di terreni ubicati in oltre 4 mila comuni italiani al pagamento dell’Imposta Municipale entro il prossimo 16 dicembre 2014. Mancano appena 14 giorni alla scadenza, non c’è ancora il decreto ufficiale e dobbiamo apprendere dal sito che comunque il pagamento dovrà avvenire inderogabilmente entro il giorno 16 ”. Commenta così Sandro Gambuzza presidente Confagricoltura Ragusa  Unione Provinciale Agricoltori sulla vicenda dell’IMU agricola.
Se fosse confermato – continua Gambuzza – con la pubblicazione del provvedimento in G.U. si tratterebbe di un atto di inaudita gravità da parte del governo e dei ministri competenti, dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e delle Politiche agricole, in violazione dei più elementari diritti ai più elementari diritti riconosciuti ad ogni contribuente dal nostro ordinamento, di certezza del tributo, sostenibilità dell’imposta, temporalità del pagamento dei tributi.
Gran parte della maggiore imposta Imu di 350 milioni ricadrebbe sugli agricoltori, con importi in molti casi, di alcune migliaia di euro, che entro due settimane dovrebbero calcolare l’imposta e versarla; oltre tutto in una condizione di forte criticità per il settore.
Eppure Confagricoltura aveva chiesto al ministero dell’Economia e delle Finanze il necessario rinvio, ricordando quanto sancito nello “Statuto del contribuente” che vieta di prevedere adempimenti a carico dei contribuenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti di attuazione di nuove leggi.
Tali sollecitazioni sono state ignorate dall’Amministrazione dello Stato, così come le numerose interpellanze parlamentari che hanno certificato una situazione irragionevole, Al Ministro dell’Economia e delle Finanze si torna a chiedere con forza di sospendere immediatamente la pubblicazione del decreto in modo da valutare con equilibrio i parametri assunti per determinate le nuove fasce di esenzione ed i termini di pagamento dell’Imu che comunque dovranno essere necessariamente prorogati al 2015.
Domanda: Che Stato è quello che non tutela i suoi cittadini, quello che non offre neanche certezze sul dovere impositivo?”

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