Start-up: Fondi europei in arrivo

Grazie al piano operativo fesr 2014/2020, contributi a fondo perduto fino all’80% per avvio attività d’impresa.

Dopo anni di attesa arrivano le misure del Piano Operativo FESR 2014/2020 volte a sostenere l’avviamento delle nuove iniziative imprenditoriali con contributi diretti a fondo perduto fino all’80%. Scopo dell’intervento è quello di rafforzare il tessuto imprenditoriale siciliano e le sue capacità competitive e produttive, stimolando l’affermarsi di nuove imprese (le cosiddette start-up) e con esse di nuovi talenti che generino ricchezza e posti di lavoro, sostenendole nella delicata fase di avviamento delle attività.

“Le misure in questione – spiega Dario Sirugo, responsabile Finanza Agevolata PMISICILIA – sono la 3.5.1-1 e la 3.5.1-2 del PO-FESR 2014/2020 e saranno pubblicate entro il mese di giugno. Potranno beneficiare di queste agevolazioni le piccole imprese di “nuova costituzione“ ovvero imprese non quotate fino a cinque anni dalla loro iscrizione al registro delle imprese, che non hanno ancora distribuito utili e che non sono state costituite a seguito di fusione. Per le imprese ammissibili non soggette all’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese, il periodo di ammissibilità di cinque anni può essere considerato a partire dal momento in cui l’impresa avvia la sua attività economica o è soggetta a imposta per tale attività”.

In particolare la misura 3.5.1-1 ha una dotazione finanziaria di 30 milioni di euro e ha l’obiettivo di sostenere i nuovi soggetti e le nuove idee favorendo la creazione di imprese mediante concessione di agevolazioni sotto forma di contributo in conto capitale fino all’80% della spesa ammissibile sulla base di una procedura valutativa a sportello con data di apertura dal 60° giorno rispetto alla pubblicazione del bando in GURS.

“L’investimento – prosegue Sirugo – è dedicato alla sola Regione Sicilia poiché dovrà essere realizzato e localizzato esclusivamente nel territorio regionale siciliano. Sarà sostenuto l’avvio di nuove imprese nei settori manifatturieri e nei settori emergenti collegati alla sfida europea quali quelli della creazione e della cultura, delle nuove forme di turismo, dei servizi innovativi che riflettono le nuove esigenze sociali o i prodotti e i servizi collegati all’invecchiamento della popolazione, alle cure sanitarie, all’eco-innovazione, all’economia a bassa intensità di carbonio ( incluso il riciclaggio dei rifiuti). Il costo totale ammissibile del progetto non deve essere inferiore a 250.000 euro e non superiore a 1.000.000”.

Molto simile l’altra misura in uscita, la 3.5.1–2 che differisce dalla prima solamente per l’importo minimo del progetto (30.000 contro 250.000 €), importo massimo (250.000 contro 1.000.000 €), per la percentuale di contributo prevista (75% contro 80%) e per come verranno erogati i contributi (de minimis contro regime d’esonero).

“Si tratta agevolazioni – conclude Sirugo – di sicuro interesse per tutte quelle start-up in attesa del fondo perduto. Unica pecca la dotazione finanziaria, sicuramente esigua rispetto alla domanda presente”.

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