Tasse. Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia: in arrivo una pioggia di scadenze fiscali

CGIA: Tra novembre e dicembre imprese e famiglie italiane verseranno al fisco oltre 91 miliardi di euro. Le scadenze sono 25: praticamente una ogni 2 giorni. La CGIA ha anche stilato le 100 tasse che gravano sui contribuenti italiani

Mestre, 20 ottobre 2014 – “Nei prossimi mesi – denuncia l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia – di novembre e di dicembre le imprese e le famiglie italiane saranno chiamate a versare oltre 91 miliardi di euro di imposte. Tra il versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai lavoratori autonomi, l’Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, il versamento dell’ultima rata dell’Imu e della Tasi, le aziende dovranno onorare 25 scadenze fiscali: in linea teorica una ogni 2 giorni.
Una pioggia di scadenze – fa notare il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – che potrebbe mettere in seria difficoltà moltissime piccole imprese a causa della cronica mancanza di liquidità. Un periodo, quello di fine d’anno, molto delicato per le aziende: oltre all’impegno con il fisco devono corrispondere anche le tredicesime ai propri dipendenti. E con il perdurare della crisi, questo impegno economico costituirà un vero e proprio stress test”.
Ma quante sono le tasse che gravano sugli italiani? Tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi, l’Ufficio studi della CGIA ne ha contate un centinaio.
Quali sono le imposte più curiose? Spulciando l’elenco “segnaliamo – scrive l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia –  l’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale (in buona sostanza una tassa sulla tassa), l’imposta provinciale di trascrizione (che continuiamo a pagare alle Province quando acquistiamo un’auto nuova), l’imposta sulle riserve matematiche (tassa in capo alle società di assicurazione) e le sovraimposte di confine sui gas, gli spiriti, i fiammiferi, i sacchetti di plastica non biodegradabili, la birra e gli oli minerali. Di fatto sono delle imposte doganali che le aziende importatrici/esportatrici di questi prodotti versano al fisco italiano.
Nonostante siano tantissime e molte di loro siano sconosciute ai più, il gettito, invece, si concentra su pochissime voci. Le prime 10 imposte – Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta sugli oli minerali, Imu, imposta sui tabacchi, addizionale Irpef regionale, ritenute sugli interessi e altri redditi da capitale e l’imposta sul lotto – hanno garantito nel 2013 oltre l’83 per cento del gettito tributario. Per l’anno in corso, fa sapere la CGIA, tra imposte e tributi lo Stato e le Autonomie locali incasseranno 487,5 miliardi di euro. Se aggiungiamo anche i contributi sociali, pari a poco più di 216 miliardi, nel 2014 il gettito fiscale complessivo sfiorerà i 704 miliardi di euro. Una cifra da capogiro“.

Il dettaglio delle tasse secondo CGIA, clicca qui

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