20 nuovi mediatori culturali nel calatino: continua lo viluppo di un sistema di accoglienza eccellente

Formare 20 mediatori culturali per far fronte alle necessità che si presentano su un territorio fatto di accoglienza di migranti, grazie alla presenza del più grande CARA d’Europa e di SPRAR in 11 comuni del comprensorio del Calatino, è una risorsa necessaria per lo sviluppo di un sistema di accoglienza di eccellenza.
Il corso, autorizzato dalla Regione Siciliana, promosso dal Consorzio Sol.Calatino e gestito dalla società cooperativa sociale Ag.I.S. Form – Agenzia per l’inclusione e la formazione, ha avuto inizio nel settembre 2013 per concludersi lo scorso settembre.
I mediatori culturali formati sono 20 dipendenti del CARA di Mineo che hanno affrontato il corso di 900 ore suddivise in teoria, pratica e stage, affrontando tutte le discipline necessarie per svolgere tale ruolo, dalle lingue, alla comunicazione, al diritto.
«Il nostro modello di accoglienza non può prescindere dalla qualità dei professionisti in esso impegnati. Per questo abbiamo offerto questa importante opportunità di qualificazione professionale ad operatori che, seppure formalmente non obbligati ad acquisire il titolo, hanno deciso di compiere un percorso di crescita professionale che venisse anche legalmente certificato. Per noi l’attenzione alle persone significa anche qualificare le risorse umane impegnate nella gestione del sistema di accoglienza» sottolinea Paolo Ragusa, Presidente del Consorzio Sol.Calatino.
Difatti la figura del Mediatore culturale, fino a poco tempo orsono considerata marginale, è una delle più importanti figure nel sistema di accoglienza, perché rappresenta quella via di mediazione tra una cultura e l’altra, tra una tradizione e l’altra, tra una lingua e l’altra. Inoltre l’impiego di questa figura dovrebbe essere sempre più riconosciuto all’interno del sistema territoriale di accoglienza, si pensi al Sistema Sanitario Nazionale, dove spesso medici e infermieri non possono far fronte alle cure mediche necessarie per un paziente migrante perché non preparati sulle tradizioni, la cultura, l’alimentazione del malato che spesso per queste “incomprensioni” può rifiutare la terapia proposta.
Gli attestati di partecipazione al corso per mediatore culturale saranno consegnati nel corso del Kalat Care 2014 – Fiera del ben-essere sociale, il più grande evento annuale nell’ambito del sociale del calatino.

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