Acate. “Il lungo ed irrisolvibile calvario dei dipendenti comunali del Comune di Acate”. Lettera del dipendente comunale dott. Gaetano Cirino

Redazione Due, Acate (Rg), 10 febbraio 2017.- Pubblichiamo di seguito una missiva inviata dal dottor Gaetano Cirino, dipendente del Comune di Acate, quale appartenente al corpo di Polizia Municipale, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento Funzione Pubblica, al Presidente della Regione Sicilia, all’assessore regionale agli Enti Locali, al Prefetto di Ragusa, al Sindaco di Acate, al Segretario Generale del Comune di Acate, all’assessore comunale al Bilancio, al Presidente del Consiglio Comunale ed agli organi di informazione, avente come oggetto, “Il lungo ed irrisolvibile calvario dei dipendenti comunali del Comune di Acate”.

 “La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica e indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature”. Franklin Delano Roosevelt. Ciò che rende la dignità e la liberà agli uomini è il lavoro e la consapevolezza che ad esso corrisponderà una contropartita economica per il sostentamento del lavoratore e della propria famiglia. Da oltre un anno questo non avviene per i dipendenti comunali del Comune di Acate, che vedono questa contropartita economica, conseguente al proprio lavoro, allontanarsi sempre di più. Al momento, per essere reali nella descrizione, si devono ancora percepire gli emolumenti stipendiali relativi ai mesi di ottobre, novembre, dicembre, 13° mensilità, Gennaio 2017, oltre che gli emolumenti relativi al salario accessorio del periodo maggio-dicembre 2015 e gennaio-dicembre 2016, per un totale complessivo di circa 8 mesi. E’ possibile, nel terzo millennio, schiavizzare così dei lavoratori? Con diverse note, in data 21/10/2016, PROT. N. 14624 ed in data 14/12/2016, PROT N. 17764, il sottoscritto ha già portato a conoscenza delle eccellenze destinatarie della presente l’incresciosa ed inverosimile situazione, ma dai risultati ottenuti si capisce che non interessa nessuno. Molti dipendenti sono stati costretti ad accedere a prestiti per avere liquidità a disposizione per il sostentamento della famiglia, con conseguente, inevitabile aggravio sui già stentati bilanci familiari, per le quote di interessi gravanti sui prestiti. Ormai si è all’estremo delle forze, non si è in grado più di andare avanti, sia economicamente che psicologicamente: da un momento all’altro può accadere l’irreparabile e ne sarete responsabili diretti. Ma la cosa che fa più paura, che sconforta, che rende vulnerabili psicologicamente tutti i dipendente comunali del Comune di Acate è che, ancora oggi, dopo un anno, non c’è, non si intravede nessuna soluzione. Il Comune di Acate è un Comune in “dissesto finanziario”, i Commissari nominati stanno curando il dissesto avuto fino al 31/12/2014. E dal 01/01/2015 come si procederà? Si proseguirà con un’altra dichiarazione di dissesto fino al 31/12/2019? E dal 01/01/2020? Si proseguirà con un’altra dichiarazione di dissesto fino al 31/12/2024? Ma facciamo i seri, ansi fate fare i seri a chi amministra e a chi non è capace di amministrare fate pagare loro i debiti scaturiti dalla loro incapacità. Faccio poi una riflessione ad alta voce che trasmetto ai destinatari della presente: perché un così grave e duraturo inadempimento perpetrato dal datore di lavoro non suscita in voi lo stesso clamore che fanno le notizie e le indagini sui furbetti del cartellino? (Pur sempre deprecabili e da condannare).

Dott.  Gaetano  Cirino

 

 

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