Acate.Mancato percepimento stipendi: lettera di un dipendente comunale alle autorità regionali e nazionali. Riceviamo e pubblichiamo.

Redazione Due, Acate (Rg), 20 ottobre 2016.- A causa della drammatica situazione  che sta vivendo il Comune di Acate, attualmente in stato di dissesto, e che ha determinato il mancato pagamento di numerose mensilità ai dipendenti comunali ed alle ditte private che forniscono servizi, il dottor Gaetano Cirino, dipendente comunale, ha inviato una missiva, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; al presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi; al Dipartimento della Funzione Pubblica; all’assessorato regionale agli Enti Locali, Dipartimento delle Autonomie Locali;al Prefetto di Ragusa; all’Ispettorato del Lavoro di Ragusa; al Sindaco di Acate;al Segretario Generale del Comune di Acate;al Presidente del Consiglio Comunale di Acate e per conoscenza agli organi di informazione, chiedendo il loro autorevole intervento e che di seguito pubblichiamo.

“Acate è un piccolo paese (circa 10.000 abitanti) facente parte del Libero Consorzio Comunale di Ragusa in Sicilia; chi scrive è un dipendente del Comune di Acate.Da circa un anno è iniziato il calvario per i dipendenti di questo piccolo Comune, causa gli enormi ritardi nei pagamenti degli stipendi. E’ vergognoso, surreale, inverosimile, da incubo che ad oggi i dipendenti comunali devono percepire lo stipendio del mese di giugno 2016, oltre che arretrati per salario accessorio relativi all’anno 2015 e 2016. Cinque mesi di stipendi da percepire e la cosa che più fa rabbia è che tutto è tranquillo, tutto tace.E’ questa la situazione, eccellenti autorità, dei 65 dipendenti del Comune di Acate e delle loro famiglie: non percepiscono lo stipendio dal mese di giugno 2016. Per le conseguenze causate da questa situazione, conseguenze economiche, morali e psicologiche, lascio a voi immaginare. Eppure la nostra Costituzione, all’art. 36, comma 1, recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata ……….”; i Contratti di Lavoro impongono poi al datore di lavoro il pagamento della retribuzione, nel caso di dipendenti di EE.LL. entro il 27 del mese di riferimento. Questo non vale per gli Enti Pubblici? Per i Comuni? Per un imprenditore privato che ha debiti, che fallisce: la forca, o meglio, è costretto ad impiccarsi; per un Ente Pubblico il nulla? Niente di fatto? Nessuna costrizione legale? L’indifferenza a scapito della tranquillità economica e psicologica del lavoratore dipendente? Credetemi è veramente angoscioso per un lavoratore, per un/a padre/madre di famiglia arrivare a fine mese, dopo un mese di lavoro e non poter portare tranquillità economica in famiglia, dover rinunciare a tantissime cose, far rinunciare ad altrettante cose ai figli e, oltre a questo, non poter onorare gli impegni presi con banche, utenze e quant’altro. E allora? Cosa bisogna aspettare ancora? L’irreparabile? Che qualche collega oppresso da impellenti necessità economiche e più debole psicologicamente, vedendosi “abbandonato” dalle Istituzioni compia qualche gesto inconsulto? Si perché se da una parte si ha un sacrosanto diritto sancito dalla Costituzione e dalle Leggi, dall’altra parte le Istituzioni preposte a far rispettare le Leggi, anche se consapevoli dell’incresciosa situazione, stanno a guardare e non intervengono come dovrebbero.Ebbene in questo caso, nel malaugurato caso si avveri il deprecabile caso di qualche gesto inconsulto tutte le Istituzioni preposte ne saranno corresponsabili. E’ proprio per evitare che questo accada che con la presente si chiede un intervento urgentissimo delle Eccellenti autorità in indirizzo. Nel ringraziare le Eccellenti Autorità per l’attenzione accordata, si coglie l’occasione per porgere deferenti saluti”.

Dott.  Gaetano Cirino

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