Conciliazione, Bellanova: diritti realmente esigibili e maggiori risorse a disposizione delle lavoratrici italiane

Roma, 4 luglio 2015 – Dichiarazione della Sottosegretaria Teresa Bellanova: “Rendere i diritti realmente esigibili, per fare in modo che le nostre leggi sulla maternità – che io considero molto avanzata – non restino un manifesto di buone intenzioni”. Così la Sottosegretaria al Lavoro Teresa Bellanova a margine della presentazione della video inchiesta “Maternità: una libera scelta? Un paese per donne e uomini”, promossa dal Gruppo PD alla Camera.
“Le lavoratrici che si allontanano dal lavoro per diventare madri, spesso trovano al loro rientro una carriera ridimensionata, a volte il lavoro non lo ritrovano più. A volte rientrano, ma poco dopo sono obbligate a lasciare perché è impossibile tenere insieme lavoro e famiglia. Rendere esigibili i diritti significa mettere a loro disposizione strumenti efficaci – e risorse – perché la conciliazione diventi un diritto acquisito, entri a far parte integrante delle politiche aziendali, diventi elemento essenziale della nostra cultura del lavoro.
Parlo, in concreto, delle misure contenute del decreto attuativo sulla conciliazione appena pubblicato in G.U., che porta da 3 a 6 anni del figlio la possibilità di usufruire del congedo parentale retribuito al 30% e da 8 a 12 quello non retribuito, e la astensione obbligatoria per le lavoratrici autonome da tre a 5 mesi; parlo del congedo di tre mesi per le donne vittime di violenza. Ma anche della norma che vieta le dimissioni in bianco, con un meccanismo molto semplice e con la possibilità di ripensamento entro 8 giorni da parte della lavoratrice che si dimette.
Le risorse, infine. Mi limito a citarne una, importante, della quale aziende e sindacati devono rendersi consapevoli per poterla sfruttare al meglio: nel triennio 2016-2018, il 10% del Fondo per il finanziamento di sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello è destinato alla promozione della conciliazione tra lavoro e vita privata. Circa 38 milioni nel 2016 e 36 milioni nel 2017.
“Dobbiamo insistere – conclude Bellanova – affinché il dibattito sul lavoro non si fermi alla denuncia ma vada avanti sul terreno della sperimentazione e della proposta concreta. Per questo faccio appello anche agli operatori dell’informazione perché ci sostengano nel lavoro di diffusione tra le persone di misure importanti ma a volte poco sfruttate, semplicemente perché sconosciute a chi dovrebbe beneficiarne. Soltanto così riusciamo a dare una risposta, attesa ormai da troppi decenni dalle donne e dagli uomini di questo Paese, alle questioni della conciliazione e della tutela della maternità e della paternità, provando allo stesso tempo a rendere l’Italia un paese più moderno”.

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