Nuovi ammortizzatori senza certezze

La circolare dell’Inps sul decreto legislativo 148/2015 non fornisce i necessari chiarimenti su aspetti nevralgici del provvedimento lasciando professionisti e imprese ancora nella incertezza. Con la circolare n. 24, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro mette in luce le criticità rimaste irrisolte e auspica il loro chiarimento

Roma, 4 dicembre 2015 – La riforma degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro è stata attuata con il Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 148, ed è entrata in vigore il 24 settembre 2015. L’Inps con circolare n. 197 del 2 dicembre 2015 ha fornito le istruzioni operative in ambito previdenziale per una corretta applicazione dei trattamenti di integrazione salariale ordinaria. Tuttavia, nonostante gli oltre due mesi passati dall’entrata in vigore della norma, l’Istituto nazionale di previdenza sociale non ha fornito i necessari chiarimenti su aspetti nevralgici del provvedimento lasciando professionisti e imprese ancora nella incertezza. Con la circolare n. 24, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro mette in luce le criticità ancora irrisolte in attesa di un definitivo quanto urgente chiarimento quali ad esempio certa definizione di lavoro effettivo, adeguamento procedure informatiche per inoltro delle istanze.
Il decreto di riforma disegna un nuovo sistema di ammortizzatori sociali, introduce un unico testo normativo di 47 articoli, elimina di fatto la cassa in deroga (aumentando per contro il raggio d’azione e l’operatività dei fondi di solidarietà bilaterali), ridefinisce i contratti di solidarietà (che perdono la loro autonomia diventando una delle causali di intervento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) e concentra tutte le possibili richieste su 2 tipologie di interventi:

  • le integrazioni salariali (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e Straordinaria, che come anticipato comprende il Contratto di Solidarietà);
  • i fondi di solidarietà bilaterali.

È da notare come le maggiori novità riguardino l’inclusione, tra i beneficiari, dei lavoratori con contratto di apprendistato professionalizzante, la durata massima complessiva degli interventi di integrazione che dovrà tener conto, nel quinquennio mobile, sia di CIGO che di CIGS, una riduzione delle aliquote contributive a carico delle aziende ma, per contro, un aumento, anche del 400%, del costo, a carico dei datori di lavoro, di utilizzo dell’ammortizzatore sociale.

Circolare_FS_N24_2015_CIGO

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