Profughi sfruttati nel Chianti: Consulenti del Lavoro estranei alla vicenda

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro: “I tre presunti indagati non risultano iscritti al nostro albo”

Il Consiglio nazionale dell’Ordine di categoria, appresa la notizia a mezzo stampa l’11 maggio, ha subito avviato le verifiche su tre dei soggetti coinvolti nella vicenda per capire se risultassero iscritti all’albo dei Consulenti del Lavoro che, si ricorda, è consultabile da tutti sul sito www.consulentidellavoro.gov.it. Ne è emerso un esito negativo. Da qui la presa di distanza e la richiesta di smentita da parte del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro che, per legge, vigila sull’operato dei professionisti iscritti.
Stando al dispaccio d’agenzia pubblicato nei giorni scorsi, l’operazione in questione è stata coordinata dalla Procura di Prato ed ha portato ad una trentina di perquisizioni tra le province di Prato e Firenze. Sono stati notificati 12 avvisi di garanzia a una banda di nove pachistani accusati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento di manodopera straniera clandestina. Nell’ inchiesta della Procura di Prato, da dove partivano gran parte dei profughi, risulterebbero indagati anche tre professionisti italiani, indicati quali consulenti del lavoro, accusati di aver fornito falsa documentazione per aggirare la legge sull’immigrazione e concorso esterno in associazione a delinquere. Così, però non è. Il Consiglio nazionale dell’Ordine ha, infatti, provveduto ad acquisire i nominativi dei tre presunti indagati e controllato sul proprio albo nazionale confermando che non si tratta di Consulenti del Lavoro.

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