“Il Mantello dell’invisibilità”. Lettera aperta di una maestra alle proprie colleghe.

Redazione Due, 20 settembre 2016.- Care maestre, mentre giro come una trottola per la scuola, vi vedo aprire i cassetti delle vostre cattedre in cerca delle cose che potete riporvi con certezza e – cercando di ricordare i nomi dei 140 alunni che ho conosciuto in 4 giorni di scuola vorrei chiedervi se vi siete chieste chi sono. Credo di avervelo detto, ma l’etichetta del potenziato è come un mantello dell’invisibilità addosso che mi toglie le competenze e i ruoli che con fatica mi sono guadagnata in 20 anni di lavoro. Vi sentite in diritto di non vedermi,  di trattarmi come una che di scuole non ne ha mai viste, di chiedermi le mansioni più insignificanti, di non chiedermi se voglio anch’io un caffè dopo essere entrata in 10 classi dal 12 di settembre. Date per scontato che io sappia esattamente cosa ogni classe debba fare ogni mattina in ogni materia e che io abbia competenze riguardanti il sostegno che io non ho. Date per scontato che io debba ringraziarvi perché mi ” permettete” di fare anche delle ore frontali togliendovi dai piedi tutte quelle discipline che vi infastidiscono. E quindi giù musiche e motorie e tecnologie. Care maestre,  ho 20 anni di esperienza, 9 anni di ruolo, 5 anni di funzione strumentale. Ero come voi prima di necessitare di un trasferimento causa trasloco. Potrebbe succedere anche a voi. Care maestre di sostegno…ora vi capisco. (Fonte: “Orizzonte Scuola”- 16 settembre 2016).

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