Acate. Settimo Workshop di Architettura: “Architettura e musica in un nobile sodalizio”.

Salvatore Cultraro, Acate (Rg) 27 maggio 2019.- Architettura e musica, due forme di arte apparentemente diverse ma, sostanzialmente molto simili. Architettura e musica, un nobile sodalizio tra due forme di arte pura che ha avuto il suo clou nel corso del Settimo Workshop di Architettura e Urban Design, tenutosi recentemente presso il Castello dei Principi di Biscari di Acate, organizzato dall’ingegnere Giuseppe Di Natale e dall’Architetto Maurizio Spina, i quali hanno voluto introdurre, all’interno dei lavori, quale momento altamente culturale, un Concerto per Organo a Canne e Coro, tenutosi presso l’attigua chiesa di San Vincenzo Martire. Come è ben noto l’architettura è  arte, ne più ne meno delle altre arti e l’architetto è colui che può liberamente dosare, utilità e bellezza. E’ un artista e come tale ha una personalità ben definita, oltre ad essere necessariamente un umanista nel significato più vasto della parola che è quella di uomo di cultura e protettore dell’umanità. Anche la musica, naturalmente è arte pura. In essa c’è qualcosa di divino, sia nel suono che nella vibrazione in generale, di cui tutto sembra essere impermeato. La musica è senza alcun dubbio uno strumento indispensabile di cui l’uomo non può fare a meno, a prescindere dai gusti personali. Oggi, con tutte le sue diversificazioni, è  presente ovunque. Ci aiuta a conoscerci, a capire i nostri pensieri arrivando  di più al cuore delle persone e non limitandosi al cervello. È emozione pura, è sentimento, pur essendo stata storicamente definita la forma d’arte più astratta. Questo tuttavia la rende un’arte capace di evocare sensazioni molto forti proprio perchè non sono sensazioni legate necessariamente alle limitazioni della forma fisica. Una delle forme d’arte più belle ed emozionanti che siamo riusciti ad inventarci, sia per chi la suona, sia per chi l’ascolta. Ma se l’arte è qualcosa che permette di esprimere quello che si prova e si percepisce, la musica è una delle sue più alte espressioni. Considerato che la concezione di arte non è assoluta, bensì  il risultato di tantissimi pensieri discordanti, essa deve essere interpretata come un connubio tra sentimento e tecnica e per essere considerata arte, l’espressione e la trasmissione di un sentimento, deve essere fatta attraverso l’utilizzo di una tecnica ( o per alcuni uno strumento) e non a caso. Il concerto per Organo a Canne e Coro in chiesa, eseguito dalla organista Aurora Muriana e dal Coro Polifonico della Parrocchia San Nicolò di Bari, da ormai tre anni è diventato un appuntamento fisso di tutto rilievo collegato con il Workshop. Encomiabile l’esibizione del Coro, una delle più belle espressioni dello “stare insieme”, dove ogni elemento deve dare il meglio di sé ma in sintonia con tutti gli altri cantori e con il suo direttore e musicista. Uno stare insieme che oggi, in un momento in cui prevalgono gli individualismi,  assume un particolare significato. Ancora una volta, quindi,  la musica in chiesa e le voci che si sono innalzate hanno rapito i cuori dei presenti inducendoli a profonde riflessioni. Il Concerto ha consentito di ascoltare l’Organo a Canne, non solo in veste solistica ma anche in dialogo con il Coro. Protagonisti dell’evento sono stati  l’organista, nonché direttrice del Coro, Aurora Muriana, la quale ha proposto vivaci brani per solo organo ed il Coro Polifonico della Parrocchia, a quattro voci miste, composto da: Cammarana Carmela, Conoscenti Alessia, Failla Raffaella, Lo Surdo Jasmina, Sallemi Melissa, Scavone Vincenzo, Tigano Lavinia, Tuccio Irene e Zaffarana Alessia. Il tutto con il supporto tecnico di Franco Lepore, Gino Campagnolo e Gino Distefano per le foto e le riprese video. Particolari elogi sono stati espressi all’organista ed al Coro dall’ingegnere Giuseppe Di Natale e dall’architetto Maurizio Spina, rispettivamente organizzatore e coordinatore del Workshop, per il vario e stupendo lavoro musicale con cui, negli ultimi anni, hanno intrattenuto studenti e docenti partecipanti all’evento e si sono mostrati entusiasti e soddisfatti per la fiducia accordata a questo valido e affiatato gruppo. “Mi associo anche io- ha sottolineato l’architetto Spina- al ringraziamento che voi, ragazzi, avete rivolto alle vostre famiglie, sicuro che la loro pazienza per i vostri impegni è pari alla qualità che restituite. Questo consueto appuntamento musicale ha portato bene al Workshop e sempre ci illumina perché leggiamo nelle vostre note una purezza che ci fa crescere e ci accattiva”. Al termine del concerto, i dovuti ringraziamenti sono stati rivolti al Vescovo S. E. Mons. Carmelo Cuttitta per aver dato il nulla osta al Concerto e ai sacerdoti della Comunità Parrocchiale, rappresentati da don Girolamo Bongiorno. Quest’ultimo, prima di impartire la benedizione finale, ha lodato l’impegno liturgico dell’organista e del coro, che “con i canti eseguiti nelle varie celebrazioni abbelliscono le liturgie e richiamano lo Spirito”. Un appuntamento, dicevamo, di grande prestigio, durante il quale a creare un’atmosfera carica di magia sono state le sonorità solenni e vibranti dell’Organo a Canne, risalente al XVII/ XVIII secolo, un piccolo gioiello, quasi sconosciuto ai più, uno strumento musicale, nobile e antico, che per anni ha fatto risuonare le sue note all’interno della storica Chiesa acatese, ed il sempre affascinante canto  polifonico. Il ricco programma della serata, introdotto, con grande eleganza, garbo e competenza dalla professoressa Genni Paternò, ha previsto l’esecuzione di brani quali: I Cieli Immensi Narrano, di Benedetto Marcello, l’Offertorio- Toccata di autore anonimo del XVIII sec., Il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi risalente al XIII sec., una rivisitazione in chiave moderna del  Magnificat, la Fantasia in sol maggiore di J.S. Bach, il Jubilate Deo di Mozart ed il brano per organo, Messa Festiva.

 

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