C come Cantautore… Il nostro caro amico Faber

Negli anni della mia permanenza a Roma, ho avuto la capacitá di arricchire il mio bagaglio culturale dedicato alla visione di artisti musicali, che mi hanno regalato emozioni indescrivibili. Tra questi artisti ha un posto in prima fila Fabrizio De Andrè. Il nostro caro Faber nel 1992, programmò un tour teatrale in giro per le cittá italiane, da Torino a Catania, calcando i palcoscenici dei maggiori teatri Italiani. Il tour fece tappa pure a Roma, al Teatro Olimpico nel Mese di Marzo. Finalmente avevo l’occasione di assistere ad un suo concerto.
La mia conoscenza di De Andrè era legata all’ascolto dei suoi lavori più conosciuti e al mondo del Faber più conosciuto. Dopo quella serata trascorsa seduto quasi in prima fila, ad ascoltare i suoi racconti e le sue canzoni, compresi che Fabrizio De Andrè meritava uno studio molto più approfondito .
Quella sera appena Finito il concerto, mi incoraggiai e andai sotto il palco a stringere la mano a De Andrè, che con gentile fare si intrattenne con il pubblico. Emozionato, mentre stringevo la mano, riuscii a dire poche parole : ” Complimenti Maestro ho assistito ad un gran bel concerto “.
De Andrè con quel suo sguardo da eterno sognatore, Mi sorrise e con voce profonda mi rispose: ” Grazie a te ! sono io che ringrazio voi stasera perchè avete scelto di ascoltare le mie canzoni”. Trascorre il tempo, sono passati quasi 26 anni da quella stretta di mano, ma tengo viva sempre quell’immagine storica legata al mio incontro con l’autore Genovese. Dopo tutti questi anni, riconosco di aver letto e studiato tanto su De Andrè, il suo modo d’essere uomo e artista senza mai oltrepassare il valico dell’esibizionismo. Ha sempre oscurato l’apparire per lasciare libero Il suo istinto di canzoniere della quotidianitá.
I Personaggi, le storie, delle sue canzoni,hanno accompagnato la mia crescita. Le sue ballate hanno assistito la mia maturitá, e fino ad oggi ho nella mia playlist musicale tanti suoi brani, che ascolto volentieri ricordando il tempo trascorso.
Ho imparato facilmente a memoria i testi delle sue canzoni, che le poesie del Foscolo o del Carducci.
Fabrizio De Andrè si alimentò di quell’impegno totale verso le storie reali, cercando sempre il bisogno di cavarne utile spiegazione ai testi delle sue canzoni.diceva De Andrè: “Per raccontare la vita, bisogna viverla”.
Non a caso, le sue canzoni, si sono sempre distinte da quelle di altri autori musicali. Fabrizio De Andrè proponeva al pubblico, le storie umane raccolte nella quotidiana vita.
Storie di personaggi significativi e racconti colmi di vizi e virtù.Fabrizio De Andrè ha cantato nei suoi album la cronostoria di esseri umani, impegnati nella quotidianitá di una vita che arbitra gli eventi. Cosicchè De Andrè viaggia tra l’universo delle donne e quello degli uomini, con tratti che uniscono i sentimenti quando si narra di un soldato gay ucciso dalla guerra (Andrea 1978).Tutte Le canzoni di De Andrè hanno un ruolo ben preciso, che permette ai fatti e ai singoli personaggi di essere protagonisti nel testo, rivelando la propria vicenda umana.Ecco apparire il Giudice nano, deriso e maltrattato in gioventù per la sua statura, che poi si riscatta quando veste i panni di un giudice incorruttibile e vendicativo (Un Giudice 1971). C’è il tema della Camorra che alla fine si sostituisce allo Stato ( Don Raffaè 1990 ). Faber canta la solitudine che invisibile appare alla gente (Amico Fragile 1973). Il tema sanguinario e feroce delle stupide guerre (La guerra di Piero 1964). Nelle canzoni la ricerca difficile di una moralitá non definita usando la naturalezza dei sentimenti, al posto dei sopprusi dettati dal potere. Escono canzoni storiche come: “Il Pescatore, Il Testamento di Tito, A Pittima”.
L’Universo musicale del Faber, attento osservatore della vita quotidiana; quella vita che tanto dona, ma tantissimo vuol ricevere.
De Andrè cantastorie e cronista del tempo vissuto, collaborato nelle sue canzoni da autori consapevoli e complici delle sue canzoni ( Paolo Villaggio, Dario Fo, Enzo Jannacci, Clelia Petracchi). Esiste il De Andrè che tramuta in canzoni, poesie e pensieri di poeti e cronisti che con i loro scritti hanno arricchito la cultura del Faber ( Brassens, Edgar Lee Masters,Dylan, Cohen).
C’è Fabrizio De Andrè che con rispetto, affronta l’Universo Femminile.
“La Canzone di Marinella”, una favola ispirata da un crudele fatto di cronaca e portata al successo nel 1968 dalla cantante Mina. Le graziose donne di” Via del Campo “, o la dispensatrice di felicitá “Bocca di Rosa”. Canzoni che raccontano l’amore impossibile cantato in : ” Suicidio di Nancy “, “Giovanna D’Arco”, “Le Passanti”.
C’è pure l’amore destinato: “Franziska”, amante di un bandito.
Sono canzoni che rappresentano il mondo che rispecchia il vivere quotidiano. De Andrè umile cronista che ritrae fatti, personaggi, stati d’animo di gente comune.
Fabrizio De Andrè nacque a Genova il 18 Febbraio 1940. Interruppe gli studi universitari a sei materie dalla laurea in giurisprudenza, la vocazione per la musica lo portò a studiare il violino e la chitarra. Iniziò  a suonare in gruppi jazz, amò cantare le “Chansons français traditionel” e a 18 anni si ritrova a scrivere le prime canzoni. Nel 1958 le prime canzoni (Nuvole Barocche, E fu la notte ). Nel 1962 Sposa la compagna Puny, che dona la vita al figlio Cristiano.Tra il 1962 e 1968 scrive e musica tante canzoni. Esce Carlo Martelli, scritta con Paolo Villaggio, suo fraterno amico. Mina canta La canzone di Marinella, La guerra di Piero e la ballata di Michè, diventano realtá.Nel 1971 De Andrè  pubblica un album storico ( Non al denaro non all’amore nè al cielo ), ispirato dalle poesie di Edgar Lee Masters (  Spoon River ). I primi anni settanta sono gli anni della conversione politica di Fabrizio De Andrè, il pensiero anarchico diventa basilare per la vita dell’artista Genovese.
Questo periodo di cambiamento, permette a Faber di pubblicare il 33 giri ” Storia di un impiegato ” ( 1973 ).Nel 1975 De Andrè si trasferisce in Sardegna, con la compagna Dori Ghezzi (cantante nota in Italia per aver vinto una Canzonissima in coppia con Wess).
In Sardegna De Andrè comprò una tenuta a Tempio Pausania e si dedicò alla coltivazione del terreno e all’allevamento di animali.
1979 anno importantissimo per la sua carriera. Insieme al gruppo Rock PFM, De Andrè mette su una tournè, che lo portò in Giro per L’Italia. Da questo tour fu realizzato un doppio album dal vivo, che divenne presto un disco storico. Il 1979 venne ricordato pure per il dramma vissuto da De Andrè  e Dori Ghezzi.  La coppia fu rapita e tenuta sequestrata per quattro mesi in Sardegna, furono rilasciati dopo il pagamento di un riscatto. Questa tragica storia ispirò al cantautore genovese la stesura di un album senza titolo; i brani contenuti raccontano i giorni vissuti sotto sequestro. La copertina ha raffigurato un Indiano Pellerossa, che in modo involontario diede il titolo all’album musicale. Per tutti il disco senza titolo, viene battezzato l’indiano.Tra il 1980 e gli anni novanta, escono canzoni che ritroviamo in album importanti come “Creuza de mã”, disco pluripremiato, scritto insieme a Mauro Pagani. Le canzoni sono in dialetto Genovese,unite ai suoni mediterranei.L’album venne considerato dalla critica musicale, il miglior album del decennio (1984). Nel 1992 un Tour teatrale in giro per l’Italia e poi l’uscita di “Nuvole”, album molto bello e che rimane una delle ultime opere di Faber.Nel 1996 esce “Anime Salve”, ultimo album composto da De Andrè. Nell’Agosto del 1998, Fabrizio De Andrè si apprestava a concludere una  tournè,  doveva fare l’ultimo concerto a Saint Vincent, ma durante le prove avvertì dei forti dolori alle braccia e al petto. Ricoverato d’urgenza, a De Andrè fu diagnosticato un tumore ai polmoni. Faber era un accanito fumatore.Fabrizio De Andrè rinunciò alla tournè ma non alla composizione. Nonostante il male incurabile, De Andrè insieme al poeta/ cantante Oliviero Malaspina, lavora alla realizzazione di un album “Notturno”, mai uscito. Nel Novembre del 1998 De Andrè  fu ricoverato per l’aggravarsi della sua salute. L’11 Gennaio del 1999 Fabrizio De Andrè  si spense.con accanto la moglie Dori Ghezzi e i suoi figlioli.Tantissime persone al suo funerale che si svolse a Genova il 13 Gennaio. Gli amici, conoscenti, fans e  Genovesi , vollero dare l’ ultimo saluto a “Faber”.
A proposito : l’appellativo di  Faber, fu dato a De Andrè da Paolo Villaggio, suo fraterno amico. Faber nacque dalla marca dei colori Faber/ Castelli, erano i colori preferiti per i suoi disegni da Fabrizio De Andrè, da qui L’assonanza col  suo nome Fabrizio.
Per noi tutti che siamo cresciuti con le sue ballate, Faber rimane sempre il nostro caro amico.

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