Giuni Russo: “La Voce”

Per scrivere di Giuni Russo, devo in modo immaginario, salire a bordo della macchina del tempo, un viaggio a ritroso nel tempo, fino agli Inizi degli anni 80.
L’Italia subiva le influenze Anglosassoni, tutto ciò che faceva tendenza, soprattutto moda e musica, si riconoscevano nella “New Wave”. I ragazzi ci accostavamo alla nuova ondata culturale , con curiosità, cercando di carpirne i segreti. Io avevo la fortuna di poter essere Speaker in una radio della nostra città, Radio International, e cercavo di proporre sempre nuovi artisti stranieri e italiani. Una delle fonti da dove si attingeva nuova linfa, era Rai stereo notte, (non esistevano network radiofonici), le radio libere in Italia erano ancora libere in tutti i sensi. In una delle tante notti passate ad ascoltare Rai stereo due, il conduttore Dario Salvatori, presentò un nuovo Album discografico di una cantante siciliana dalla voce unica e coinvolgente. Per la prima volta una voce lirica cantava il Pop/Rock. Quella notte ascoltai due brani che riassumevano l’intero 33 giri (disco in vinile). I brani tratti, dall’album Energie, erano “Tappeto Volante” e “Una Vipera Sarò”; la voce era quella di Giuseppina Romeo, in arte Giuni Russo. Se avete voglia, cercateli su You Tube e Ascoltateli, sicuramente sarete trascinati in un vortice di vocalizzi e improvvisi cambi di tonalità dal sapore surreale e romantico. L’album fu prodotto da Franco Battiato che in quel periodo trionfava in Europa con “l’Era del Cinghiale Bianco”, capolavoro dal suono e atmosfera mediterranea.
Con Alberto Radius autore chitarrista del gruppo Formula Tre, Battiato scrisse e musicò i testi, tutti personalizzati alle doti canore di Giuni Russo. L’Italia musicomane si innamorò di lei , di questa ragazza che aveva , nella voce uno strumento fuori dai canoni abituali della musica Italiana. Franco Battiato, per Giuni Russo , nel 1982, compose una ballata ironica, divertente, fresca che fece ballare e cantare gli Italiani in quella estate di caldo afoso, e di gioie calcistiche, che vide l’Italia Campione del Mondo, con il trionfo dei ragazzotti di Bearzot. Giuni Russo con “Un Estate Al Mare”, trascorse tutta L’estate in vetta alla Hit Canora. Sul finale della canzone, Giuni Russo imita il verso di un gabbiano, con una emissione di note acute, dando prova della sua notevole estensione vocale. Altri successi accompagnarono l’artista siciliana fino agli anni 90. “God God bye” , “Alghero”, “Limonata Cha Cha”, successi commerciali che servono alla vendita dei dischi. Verso la fine degli anni 80 la svolta: Giuni Russo uscì con l’album “A casa di Ida Rubinstein” e cambiò il modo di fare musica . Il genere lirico, il Pop, il jazz, subentrarono agli ultimi successi commerciali.
Giuni Russo lasciò le grandi platee, per dedicarsi ad un pubblico di Nicchia più esigente. Composizioni artistiche ed esibizioni live in luoghi e templi di cultura musicale, tutto questo fino al 2003. dopo 35 anni Giuni Russo ritornò sul Palcoscenico di Sanremo, (lo aveva già fatto nel 1968, agli inizi della sua carriera musicale). Al pubblico Sanremese presentò una ballata romantica, che già nel titolo voleva lanciare un messaggio al mondo intero. La cantante aveva subìto un intervento delicato e in quel periodo riceveva le cure post operatorie . “Morirò d’amore” era la canzone presentata al pubblico sanremese . Ricevette il premio come migliore Arrangiamento Musicale da parte della giuria Sanremese. Quella di Sanremo fu una delle sue ultime apparizione in Tv .
Il 14 Settembre 2004 a Milano, all’età di 53 anni, Giuni Russo cessò di vivere. Franco Battiato, suo fraterno amico, la sera prima aveva dedicato a lei,un suo concerto. Noi Passionari della musica , abbiamo perso di sicuro una delle voci più belle nel panorama musicale internazionale. Per ricordare Giuni Russo, è stata fondata una associazione culturale artistica
“Ass. GiuniRusso Arte”,fondata dalla compagna di vita di Giuni Russo, Maria Antonietta Sisini. L’Associazione promuove manifestazioni culturali musicali no profit in giro per l’Italia.

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