Luigi Tenco: Storia di un ragazzo nostalgico

“Io sono uno che sorride di rado, questo è vero, ma in giro ce ne sono già tanti che ridono e sorridono sempre, però poi non ti dicono mai cosa pensano dentro”.
Lo scrisse Luigi Tenco in un suo testo,che poi divenne una canzone dal significato molto profondo.
La canzone era : ” Io sono io ” scritta nel 1966, io avevo tre anni e godevo delle mie poppate incurante del mondo che viveva anni di sviluppo socio/ economico in notevole ascesa, dopo gli anni bui del passato.
Ascoltando le particolari canzoni di Luigi Tenco, mi sono sempre chiesto se fosse in vita, quali stupende canzoni avrebbe regalato a noi comuni mortali. Io ho vissuto la sua breve storia,attraverso le sue canzoni,attraverso i racconti della sua breve ma intensa vita. Rimane in me il dubbio e il mistero della sua tragica notte. Ripercorriamo gli ultimi momenti della sua vita.Era la notte del 27 Gennaio 1967, Sanremo Hotel Savoy l’orologio segnava l’una e trenta di notte, stanza numero 219. Nel silenzio della notte si sente il rumore sordo di un colpo di pistola. A puntarsi l’arma alla tempia destra fu proprio lui, Luigi Tenco.
Stop ! riavvolgiamo il nastro torniamo indietro. Verso le ore 22.00 del 26 Gennaio 1967 ,Tenco era salito sul palco del Festival di Sanremo, dove aveva cantato la sua : ” Ciao amore ciao”, presentata in coppia con la sua amata Dalida . Dopo circa un’ora ,la giuria annunciava che la canzone non era stata promossa alla serata finale. Luigi Tenco contrariato andò a cena con Dalida e il Produttore discografico. Durante la cena , discuteva, scherzava , parlava della sua vincita consistente fatta al Casinò la sera prima, ( circa 6 milioni delle vecchie lire ).
Molto contrariato per l’eliminazione della sua canzone, diceva di voler fare una conferenza stampa l’indomani, per denunciare il basso livello delle canzoni del festival che erano state ammesse alla finale.
Sembrava apparentemente tutto normale. Il cantante, tornò in Hotel, bevve al bar un cognac, fu immortalato nella sua ultima foto, da un fotografo che si trovava nella hall dell’albergo e poi si avviò verso la sua camera. Si accomodò allo scrittoio, e scrisse un biglietto. Il biglietto recitava : ” Io ho voluto bene al pubblico italiano e a lui ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita. Faccio questo gesto non perchè sono stanco della vita, ma compio questo atto di protesta contro un pubblico che manda in finale , Io Tu e le rose e elimina una canzone di rivoluzione. Spero che questo mio gesto, serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao Luigi Tenco”. Le cronache del periodo raccontano che Tenco fu trovato disteso a terra con un foro alla tempia e in una mano stringeva il biglietto scritto prima. A scoprire il corpo fu Dalida, subito dopo Lucio Dalla entrò nella stanza attirato dai rumori. Luigi Tenco aveva 29 anni.
Io tu e le rose, era cantata da Orietta Berti, che rimase scioccata da quelle affermazioni. Il dubbio rimase, e rimane tutt’oggi, il suicidio di Luigi Tenco e’ pieno di clamorosi depistaggi, prove cancellate, testimonianze poco credibili. Personalmente, Ho sempre creduto che la sua burrascosa storia d’amore con la cantante Dalida, centri qualcosa. Credo ad un omicidio che a un suicidio,ma questa e’ la mia opinione. Ho conosciuto Luigi Tenco, ascoltando le sue stupende ballate romantiche : ” Vedrai vedrai, Mi sono innamorato, Lontano lontano, Un giorno dopo l’altro “.
In una intervista rilasciata al giornalista Sandro Ciotti, Tenco ebbe a dire : ” La mia più grande ambizione è quella di fare in modo che la gente possa capire chi sono io attraverso le mie canzoni, cosa che non è ancora successo . Canterò finché avrò qualcosa da dire e quando nessuno vorrà più ascoltarmi bene, canterò soltanto in bagno facendomi la barba ma potrò continuare a guardarmi nello specchio senza avvertire disprezzo per quello che vedo”.

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