Processo civile telematico ad un mese dall’obbligatorietà. Andrea Orlando illustra i primi risultati

Ministero della Giustizia, Sala Falcone. Un taglio drastico dei tempi medi dei procedimenti civili e forti risparmi di spesa per l’intero sistema. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando illustra in conferenza stampa i primi risultati a 30 giorni dall’obbligatorietà del Processo civile telematico. E i numeri, al 28 luglio 2014, parlano chiaro.
Dai 15 giorni del precedente mese di giugno, quando il deposito era solo facoltativo, ai 6 giorni attuali per l’emissione del provvedimento telematico a seguito di ricorso per decreto ingiuntivo, dalla data di iscrizione a ruolo al deposito telematico del provvedimento del giudice. Con una riduzione media presso gli uffici giudiziari del 62%. Per la pubblicazione, i tempi delle procedure per decreto ingiuntivo si sono ridotti da 17 a 7 giorni (-59%).
Anche per i risparmi di spesa i dati sono eloquenti. I rilievi e le stime elaborate indicano che 11.552.130 di comunicazioni consegnate via Pec negli ultimi 12 mesi (da agosto 2013 al 24 luglio 2014) sono valse un risparmio di oltre 40 milioni di euro (€ 40.432.455, somma che è quasi pari a circa la metà della spesa informatica per la giustizia nell’anno 2013).
Il successo dei depositi telematici è riscontrabile anche nei suoi stessi numeri. In questo primo mese di obbligatorietà sono stati ben 78.871 i depositi telematici complessivi effettuati da avvocati e altri professionisti, di cui 20.953 ricorsi per decreti ingiuntivi, e 23.157 memorie e conclusionali del e 30.118 altri atti endoprocedimentali. Con una proiezione a fine luglio 2014 di +74% rispetto al precedente mese di giugno 2014. Anche il dato degli atti endoprocedimentali è analogamente cresciuto (+23%). Rispetto allo stesso periodo di un anno fa (luglio 2013), in regime di facoltatività e con pochi uffici operativi a sperimentare il PCT, l’aumento percentuale dei ricorsi per decreto ingiuntivo telematico è pari al 142% e per gli atti endoprocedimentali del 157%.
Positivo e costante è anche il deposito telematico di atti da parte dei magistrati. Dal 1 al 28 luglio sono stati 108.659 i provvedimenti telematici depositati. Più di 1 milione i provvedimenti depositati nel solo ultimo anno, di cui ben 102.910 sentenze e 307.153 verbali. Tali provvedimenti, custoditi nel fascicolo telematico, formano una considerevole banca dati provvedimentale che è consultabile da parte di avvocati e parti on line 24 ore su 24, con uno sgravio considerevole per le cancellerie.
Con comunicazioni telematiche che raggiungono oramai ben 833 mila Pec di professionisti (non solo avvocati), il ministero della Giustizia si pone come amministrazione pubblica assolutamente all’avanguardia nel processo di digitalizzazione e di sfruttamento delle tecnologie di comunicazione con gli utenti e i cittadini

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